Tradizione e rotte inedite il coraggio di rischiare Un programma con occhi e orecchie aperti sul meglio dei palcoscenici mondiali Peccato manchi lappuntamento tradizionale col barocco Si saldano generazioni e cervelli artistici diversi E ha tutte le carte in regola per imporre unidea originale di programmazione che tiene occhi e orecchie ben aperti sul meglio dei palcoscenici internazionali e individua rotte inedite; che propone accostamenti elettrizzanti ma non delude chi ama il repertorio, non confondendo «la tradizione con la convenzione» ha sottolineato Lissner. La combinazione di teatro-festival e di tutore della storia questa volta svetta: e non cè differenza tra titoli concertistici, operistici e di balletto. Così come danno fiducia le anticipazioni sul futuro, rampa di lancio per lambiziosa bimonografia 2013 (a 200 anni dalla nascita di Verdi e Wagner) bilanciata da due commissioni contemporanee, a George Benjamin e Giorgio Battistelli. Impressiona lelenco dei nomi. Tra gli inediti per il palcoscenico scaligero spicca Esa Pekka Salonen, Federico Tiezzi, Rolando Villazon, Guy Cassiers, Eimuntas Nekrosius, Jonas Kaufmann, la Fura dels Baus, Emma Dante. Bastano da soli a fare una stagione rara. Ma è ancor più stuzzicante il gioco degli incastri, per cui a 36 anni dal Simon Boccanegra AbbadoStrehler, il capolavoro torna con tre esordienti (direttore, regista e ruolo in titolo), e la stessa Carmen ha più dun debutto in locandina. Diciamo che è una stagione in cui ognuno, a cominciare dal sovrintendente, ci mette la faccia e si prende finalmente dei rischi. Allo scopo di offrire al pubblico un piatto (abbondante e speziato a dovere) che comincia a essere fuori portata anche dei grandi teatri internazionali. Da "teatro nazionale" ha sottolineato il vicepresidente del cda Bruno Ermolli: fin troppo ottimista sui buoni propositi del governo ma certamente informato. Un altro buon segnale è venuto dal tono generale. Con un incontro avviato ricordando il ritorno di Claudio Abbado e concluso dalle promesse di Corrado Passera, cera soltanto da temere la vanagloria. La parola più usata, invece, è stato "lavoro". E il cartellone è stato spiegato con pochi aggettivi e molti fatti. Sottolineando piuttosto il clima operativo. Quello che lega sempre più Daniel Barenboim alla Scala, ad esempio: lavvio del nuovo Ring è importante come la sua progressiva appropriazione del repertorio italiano o la voglia di cimentarsi, nel 2011, con la concertazione del Lago dei Cigni. La sua presenza costante, nulla togliendo allimpegno della direzione, ha accelerato ritorni e conferme, saldando generazioni e cervelli artistici diversi. Così Salonen dirigerà una produzione nata con Boulez, Harding si metterà al servizio di Stravinskij e della coreografie di Bejart, i creatori catalani della Fura dels Baus se la vedranno con gli amori sacroprofano di Tannhäuser, e via dicendo. E lidea di ascoltare Lulu diretta da Daniele Gatti e con la regia di Peter Stein vale labbonamento. E per trovare la "storia", così importante nella vitalità dellopera lirica, non occorre segnarsi il Rigoletto di Leo Nucci o lomaggio al quarantennale scaligero di Placido Domingo: basta scorrere la locandina di Lulu, trovando nella parte secondaria di Schigolch Franz Mazura che fu lo storico interprete della parte di Schön, trentanni fa.
MILANO - SCALA: Concerti, opera e balletti: vince la qualità
La Scala di Milano ha annunciato la stagione 2013-2014 con un cartellone che propone accostamenti elettrizzanti tra teatro, festival e storia. Il programma è stato presentato con un tono generale di lavoro e di fiducia, con l'annuncio di nuovi progetti e di collaborazioni con artisti internazionali. Tra gli inediti spiccano Esa Pekka Salonen, Federico Tiezzi, Rolando Villazon e Jonas Kaufmann. La stagione include anche tre esordienti per il palcoscenico scaligero, tra cui la produzione di Simon Boccanegra di Abbado-Strehler e la regia di Peter Stein per Lulu.
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