Il giudice dispone anche il dissequestro immediato delle vecchie Terme Livorno. Disposto anche il dissequestro delle vecchie terme. «Pronti a ripartire col progetto di recupero» Tutti assolti per il Corallo Il giudice dà ragione ai costruttori Bottoni e Cagliata LIVORNO. I costruttori livornesi Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata sono stati assolti nel processo per le Terme del Corallo. Il giudice non ha accolto la richiesta di condanna del pubblico ministero Massimo Mannucci, che voleva sette mesi di arresto per i due e la confisca del bene, perché ad avviso della Procura i proprietari del complesso monumentale avevano lasciato che il degrado delle vecchie Terme si fosse accresciuto. Soddisfatti i due imputati, pronti ora a riprendere il progetto per costruire appartamenti dove sorgeva l'area industriale. LIVORNO. Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata sono innocenti. Non hanno responsabilità se l'edificio monumentale delle vecchie Terme della salute versa in quelle condizioni. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Livorno, Antonio Del Forno, che ieri li ha assolti entrambi, respingendo così la richiesta di condanna del pubblico ministero Massimo Mannucci, che ai sette mesi di arresto e ai 30mila euro di multa aveva anche esplicitato - alla fine della sua replica - la richiesta di confisca del bene. Invece, l'esatto opposto della confisca: il giudice ha anche disposto il dissequestro delle Terme e la restituzione ai proprietari. Doveva essere, quella di ieri, un'udienza dedicata alla lettura del dispositivo, una volta svolte quelle che vengono chiamate "brevi repliche". In realtà, tanto il pubblico ministero quanto il difensore di Bottoni e Cagliata, l'avvocato Tullio Padovani, anche ieri hanno dato vita a un duello vibrante. Mannucci ha parlato per 50 minuti, Padovani ha fatto - minuto più, minuto meno - altrettanto. E in aula ci sono state scintille: se Mannucci ha messo a segno le prime stoccate quando ha detto che Padovani nella sua difesa aveva fatto una sorta di «rito ipnotico sciamanico per convincere il giudice che il pm ha un interesse diverso da quello dell'applicazione della legge», e in questo caso quello di bloccare il progetto edilizio alle spalle delle vecche Terme, l'avvocato ha replicato da par suo, ricordando che in occasione dell'udienza del Riesame (che aveva respinto l'istanza di dissequestro) il rappresentante della Procura aveva detto di «voler impedire una volgare speculazione edilizia». E ha aggiunto che «il magistrato Ugo De Carlo, presente all'udienza pur non rappresentando l'accusa, disse che era una follia», evidentemente riferito all'indagine. «Altro che rito sciamanico, io ho esercitato l'arte della maieutica», ha tuonato Padovani, che ha poi confutato nuovamente le accuse che la Procura aveva mosso a Bottoni e Cagliata. Mannucci aveva chiesto la condanna ricordando che «mandare assolti i due imputati significa che è possibile acquistare un monumento e poi lasciare che continui a degradarsi», e aggiungendo che la Procura aveva indagato anche gli amministratori della Coca Cola, per i quali il reato si è estinto. «Non è vero - ha ricordato il pm - che l'accusa si è concentrata su coloro che hanno acquistato per ultimi il bene. Eppure loro hanno lasciato che la condizione di degrado si accrescesse. E solo ultimamente, dopo ripetuti richiami della Sovrintendenza, hanno almeno provveduto a realizzare una nuova recinzione». Il giudice, dopo mezz'ora di camera di consiglio, ha assolto Bottoni e Cagliata, quando in aula l'accusa era rappresentata dal sostituto procuratore Antonio Giaconi. La Procura non esclude di ricorrere in Appello. «Pronti a proseguire col progetto» LIVORNO. La sentenza di assoluzione lascia soddisfatti, naturalmente, i due imputati Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata, che hanno seguito il processo senza mai mancare a una udienza. Ieri mattina, una volta che il giudice Antonio Del Forno ha letto il dispositivo, in particolare Bottoni ha fatto capire che la società "Fondiaria Apparizione", proprietaria del complesso del Corallo, è pronta a dar corso al progetto per la realizzazione degli appartamenti nella parte industriale, che farebbe passare al Comune la proprietà del monumento tutelato dalla Sovrintendenza. «Adesso - ha spiegato - ciò che manca è l'approvazione definitiva della variante, per cui non resta che attendere le decisioni del nuovo consiglio comunale, una volta che saranno celebrate le elezioni. Noi siamo, naturalmente, disponibili ad andare avanti. A riprendere il cammino dove si era interrotto».
LIVORNO - Ex Corallo, assolti Bottoni e Cagliata
Il giudice ha assolto i due imputati Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata per il Corallo. La sentenza ha respinto la richiesta di condanna del pubblico ministero Massimo Mannucci. Il giudice ha disposto il dissequestro delle vecchie Terme Livorno e ha restituito il bene ai proprietari. I due imputati sono pronti a ripartire con il progetto di recupero delle vecchie Terme. La Procura non esclude di ricorrere in Appello. I due imputati sono stati assolti per il Corallo. Il giudice ha respinto la richiesta di condanna del pubblico ministero Massimo Mannucci. Il giudice ha disposto il dissequestro delle vecchie Terme Livorno e ha restituito il bene ai proprietari.
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