Anche la convenzione stipulata nel 1924 tra Stato e Comune per la gestione di Palazzo Ducale da parte di Ca' Farsetti, vieterebbe di fatto le maxipubblicità - ora è il turno della Sisley - che lo ricoprono per trovare fondi per i restauri. Uno dei vincoli statali riguarda infatti proprio la tutela dell'immagine del monumento, «sgombro di oggetti e mobili che in qualunque guisa possano alterare la sua bellezza e maestà, mascherarne i pregi, le pitture e ogni altra particolarità inerenti l'arte e la storia». Il problema delle maxipubblicità - nonostante la difesa che ne hanno fatto pochi giorni fa proprio il sindaco Massimo Cacciari e il sovrintendente ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia Renata Codello, sottolineando proprio l'assoluta necessità di queste forme di finanziamento per garantire la tutela monumentale - resta di attualità e non a caso consiglieri anche della maggioranza come Jacopo Molina, del Partito Democratico, preparano interrogazioni su questo tema. Altri, Michele Zuin, del Pdl, lo hanno già fatto. Sta di fatto che la convenzione tra Stato e Comune - il cui rispetto è stato ribadito dal Demanio circa un anno fa anche in occasione della costituzione della Fondazione dei Musei Civici di Venezia, che ora gestisce il Ducale - appare molto più rigorosa nei vincoli relativi alla tutela dell'immagine del monumento, della pratica seguita attualmente dall'Amministrazione, con qualche eccezione. La novità è infatti la copertura dei ponteggi sull'Ala Napoleonica, apparsa in questi giorni in Piazza San Marco, dove i Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia - poi rassicurati dalla stessa Soprintendenza - temevano venisse collocato addirittura un maxischermo pubblicitario. Invece delle chiassose maxipubblicità di orologi o di moda che imperversano nell'area marciana, una sobria copertura bianca con al centro la scritta Prorestauro (associazione che raggruppa aziende italiane impegnate nel settore) con la figura femminile simbolo della Repubblica italiana e ai lati la riproduzione fotografiche delle arcate monumentali coperte dai ponteggi. Un cambio di rotta, in linea con quello adottato, ad esempio dalla Collezione Guggenheim, che per la pulitura della facciata di Ca' Venier dei Leoni ha semplicemente ringraziato in fondo al ponteggio l'azienda Mapei, che li ha finanziati? No, più semplicemente - complice la crisi economica - non si è ancora trovato lo sponsor per questa parte di lavori, che, da programma, dovevano essere già iniziati e che fanno parte del "pacchetto" che coinvolge anche Procuratìe Nuove e facciata della Marciana, per cui la Soprintendenza si è affidata alla società Gerso e all'inglese Plakativ, incaricata di vendere gli spazi pubblicitari sui ponteggi. Trovato lo sponsor, torneranno le pubblicità.
VENEZIA - La maxipubblicità sul Ducale vietata dall'accordo con lo Stato
La convenzione del 1924 tra Stato e Comune per la gestione di Palazzo Ducale da parte di Ca' Farsetti impedisce le maxipubblicità. Uno dei vincoli riguarda la tutela dell'immagine del monumento, che preclude l'alterazione della sua bellezza e maestà. Il problema delle maxipubblicità rimane di attualità, e consiglieri del Partito Democratico stanno preparando interrogazioni su questo tema. La convenzione appare più rigorosa nei vincoli relativi alla tutela dell'immagine del monumento rispetto alla pratica attuale. La Soprintendenza ha autorizzato la copertura dei ponteggi sull'Ala Napoleonica con una copertura bianca con la scritta Prorestauro, senza maxipubblicità.
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