Patrizia Cantelli ha ripulito le tele e consolidato lo strato di colore Sabato lo "svelamento" dei tre dipinti del Seicento ripuliti e ricollocati con il contributo della Fondazione Carisbo Gravitano tutte intorno alla figura e allarte di Guido Reni le tre tele di Santa Caterina di Strada Maggiore restaurate in questi ultimi mesi, ricollocate ieri nel presbiterio e sugli altari laterali e destinate ad essere svelate sabato prossimo, alle 17, con una cerimonia inaugurale. La prima raffigura San Francesco e il Crocifisso ed è attribuita alla scuola di Guido Reni; la seconda, lAngelo custode con santa Barbara e lapostolo Giuda Taddeo, fu dipinta da Giovan Francesco Gessi e la terza, Lestasi di San Filippo Neri è riconducibile a Domenico Maria Canuti: entrambi questi pittori si formarono nella bottega di Guido. Il restauro, finanziato dalla Fondazione Carisbo e affidato a Patrizia Cantelli (e assieme a lei ha lavorato Elena Greggio), con la direzione di Armanda Pellicciari, funzionario della Soprintendenza al patrimonio artistico, ha rimosso lo spesso strato di nerofumo che per effetto dei lumi di candela e dello smog, ricopriva i dipinti e si era depositato anche sul retro dei quadri corrodendone la tela. Nel caso dellAngelo custode, spiega Patrizia Cantelli, sono stati consolidati ampi segmenti di colore che si erano staccati dalla preparazione della tela. In occasione delle Decennali le pale daltare venivano «rinfrescate» e nel tempo, letteralmente a strati, residui di vernice si sono sovrapposti alle polveri. È infine accaduto che gli operai dellattiguo cantiere dellOpera Pia dei Poveri Vergognosi, abbiano accidentalmente sfondato la parete dellabside della chiesa, danneggiando la grande pala dellaltare maggiore, il Martirio di Santa Caterina. Perciò anche questo dipinto è stato rimosso, ripulito dei calcinacci e ricollocato. La tela, la più ampia che il Gessi abbia dipinto, ha bisogno di esser restaurata e negli auspici di monsignor Stefano Ottani, amministratore della parrocchia dopo la scomparsa di don Luigi Guaraldi e in attesa che larcivescovo Caffarra nomini il nuovo parroco, la Santa Caterina dovrebbe essere il prossimo intervento di restauro. Ledificio, del resto, merita attenzioni particolari. Si hanno notizie della chiesa di Santa Caterina di Strada Maggiore fin dal XII secolo, intrecciate alle sorti dellOrdine dei Templari, la cui sede, in via Torleone, è tuttoggi proprietà della parrocchia. Nel '500 la chiesa consacrata a santa Caterina giovane martire di Alessandria, protettrice dei filosofi e degli studenti, divenne la chiesa del monastero delle monache Vallombrosane, fondato da Barbara Orsi nel 1522. Nel '600 Pietro Fiorini, larchitetto della Controriforma, aggiunse alla facciata il portico, oggi sovrastato da quattro statue ottocentesche in terracotta. Lidea di don Gualandi era di iniziare il restauro proprio dalle statue, ma lintervento, troppo impegnativo, è stato rinviato e quelle risorse dirottate sui dipinti. La cerimonia di sabato avrà protagonisti don Ottani, che darà il benvenuto e sottolineerà come la cura del patrimonio della chiesa contribuisca alla identità e corresponsabilità della comunità parrocchiale, Armanda Pellicciari, che descriverà le opere, Patrizia Cantelli, che descriverà il restauro, e il vice presidente della Fondazione Carisbo Filippo Sassoli de Bianchi.