La francese Réunions des musées nationaux (Rnm) ha già rinunciato alla biglietteria della Galleria nazionale di arte moderna e a maggio abbandonerà anche la libreria. È un vero e proprio addio al nostro Paese, che si concretizzerà a fine anno, quando lascerà la gestione dei servizi dei musei civici di Genova e chiuderà i propri uffici in Italia. Il motivo sono i bilanci in rosso. Stesso discorso in altre realtà: dai Musei nazionali fiorentini, a quelli della Campania, della Puglia e della Calabria. Anche là i concessionari lavorano in perdita: l'aggio che lo Stato concede sulla biglietteria e le vendite realizzate nei bookshop non riesce a coprire il costo del personale. Nei musei calabresi di Reggio, Sibari, Vibo Valentia, Locri e Crotone la concessione è scaduta da fine 2002 ed è stata prorogata per nove mesi, in attesa di aggiustamenti normativi ai bandi di gara, che invece non ci sono stati. Così, dallo scorso autunno quei musei sono senza servizi. Ora la soprintendenza ha bandito una nuova gara, che scadrà il 17 maggio. Si tratterà della prima concessione assegnata (se lo sarà) sotto l'ombrello del nuovo Codice dei beni culturali, che è entrato in vigore sabato scorso. La gara, però, è stata indetta secondo la vecchia normativa. Ma non è l'unica situazione aperta. A fine anno scadranno anche le concessioni dei musei della Campania e a inizio del 2005 dovranno essere rinnovate quelle della Puglia. I concessionari in gran parte riuniti in Confcultura e quasi tutti, tranne rare eccezioni, sul piede di partenza ripongono molte speranze nel Codice, che ha allargato la sfera d'azione dei privati, prevedendo la concessione in uso non solo dei servizi del museo, ma anche dello stesso monumento. Si resta, dunque, in fiduciosa attesa.