All'appello mancano ben otto Regioni. In quelle realtà la cultura esce a mani vuote. A differenza del resto dell'Italia, dove gli imprenditori hanno invece messo mano al portafoglio per sovvenzionare l'arte e lo spettacolo: dalla ricca Lombardia, che ha incassato quasi 8 milioni di euro, fino alla Basilicata, che di euro ne ha incamerati circa 19mila. Complessivamente si rasentano i 17 milioni: tanti sono i contributi che le aziende hanno destinato alla cultura nel 2003, ottenendo come contropartita la possibilità di dedurre integralmente dal reddito le somme versate. I beneficiari. I destinatari delle erogazioni sono stati 118. In gran parte Fondazioni e Comuni: 46 le prime, 38 i secondi. Il quadro dei beneficiari è completato da associazioni, istituti, enti morali, università, musei. C'è anche una soprintendenza, quella regionale dell'Umbria, alla quale la Telecom ha voluto destinare 20mila euro. L'elenco è, dunque, assai variegato. A essere sovvenzionate sono state soprattutto le attività culturali dei piccoli Comuni. Certo, nella lista compare anche Venezia che ha ricevuto 25 mila euro: 5mila da Banca Intesa e 20mila dal Casinò municipale della Laguna , ma la maggior parte sono centri minori, come il Comune di Tavagnacco, in provincia di Udine, al quale un artigiano parchettista ha voluto donare 420 euro. Analogo discorso per le Fondazioni: c'è la Fondazione alla Scala di Milano (destinataria di 3,7 milioni di euro), l'Accademia di Santa Cecilia di Roma (che ha ricevuto oltre due milioni), quella del Teatro La Fenice di Venezia (sovvenzionata con più di 536mila euro) o ancora quella dell'Arena di Verona (beneficiaria di un milione tondo tondo versato dal Banco popolare di Verona e Novara). Ma ci sono anche Fondazioni meno altisonanti: come la Fondazione Genti d'Abruzzo (alla quale sono stati versati 45mila curo), quella Russia cristiana (che ha ricevuto oltre 12mila euro) o ancora la Fondazione Archivio diaristico nazionale (che ha avuto più di 5mila euro). I finanziatori. La parte del leone la fanno gli istituti di credito. Banca Intesa è stata la più generosa: ha, infatti, effettuato erogazioni per complessivi 1,6 milioni di euro. Ma l'elenco delle imprese è lungo: dall'Enel alla Motorola, dalla Bracco all'Axa assicurazioni, dalla Cooperativa muratori Reggiolo al Gambero Rosso. Fino a una stazione di servizio Agip in provincia di Brescia, che ha voluto aiutare con 60 euro le attività culturali del Comune di Manerbio. II bilancio. Nonostante la possibilità dello sconto fiscale, l'opportunità di sovvenzionare l'arte e lo spettacolo è stata colta solo in minima parte. Il bilancio del 2003 è sì superiore rispetto all'anno prima quando furono raccolti 15 milioni ma ancora poco confortante. Secondo Anna Maria Buzzi, dirigente del ministero dei Beni culturali, «si deve anche tener conto della contingenza economica internazionale: nonostante questo, le somme raccolte sono aumentate. Certo, si potrebbe fare di più. Ma mi sono resa conto che la norma (articolo 38 della legge 342 del Duemila, ndr) è ancora poco conosciuta da parte dei consulenti fiscali delle imprese». La scommessa del Ministero è quella del micromecenatismo. cioè estendere le agevolazioni fiscali alle persone fisiche, che potrebbero dedurre dalla dichiarazione dei redditi le somme versate in favore della cultura. Il ministro dei Beni culturali. Giuliano Urbani, ci ha già tentato nella scorsa Finanziaria, ma ha ricevuto l'alt dal collega dell'Economia, Giulio Tremontti. Il discorso, comunque, è ancora aperto.
Arte e spettacolo senza contributi in 8 Regioni
In Italia, nel 2003, sono state raccolte 17 milioni di euro per sovvenzionare l'arte e lo spettacolo. Le somme sono state destinate a 118 beneficiari, tra Fondazioni, Comuni, associazioni e enti morali. Le imprese hanno destinato integralmente dal reddito le somme versate, ottenendo come contropartita la possibilità di dedurre dal reddito le somme versate. Le regioni che hanno contribuito di meno sono quelle che hanno mancato di partecipare all'appello. La maggior parte delle somme è stata destinata a attività culturali dei piccoli Comuni. I finanziatori principali sono stati gli istituti di credito, con Banca Intesa che ha effettuato erogazioni per complessivi 1,6 milioni di euro.
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