Dopo il vertice che ha riaperto la guerra su Cala Luna, sulla vicenda arriva il parere autorevole della Regione che mette i paletti sulle competenze: le spiagge sono demaniali, l'utilizzo delle stesse non può essere assoggettato a tributi comunali. Gli uffici regionali bocciano il ticket su Cala Luna e riaffermano la sovranità demaniale sulla spiaggia contesa fra Baunei e Dorgali. E Dorgali gestirà il pontile in esclusiva semplicemente perché il sindaco di Baunei, Salvatore Lai, non ha messo la firma sull'atto che avrebbe sancito una gestione condivisa, sottoscritto invece dal collega dorgalese Tonino testone. È questo il vero esito - al di là dei silenzi bipartisan, più o meno di comodo - del vertice che venerdì scorso a Cagliari ha fatto riesplodere la guerra su uno dei litorali più rinomati del Mediterraneo. Sulle ultime polemiche fra i sindaci dei due Comuni, dai palazzi cagliaritani non arrivano commenti. Dall'assessorato regionale all'Urbanistica arrivano solo precisazioni di carattere strettamente giuridiche. Gianni Pilia, direttore del Servizio centrale del demanio e del patrimonio, annuncia un'iniziativa che non mancherà di suscitare clamore. «È in corso di trasmissione un provvedimento direttamente indirizzato all'amministrazione di Baunei, a chiarimento dei limiti della competenza del Comune medesimo». Il funzionario spiega le ragioni, ovviamente giuridiche, per le quali l'amministrazione regionale non condivide l'obolo turistico imposto da Baunei ai vacanzieri che arrivano in spiaggia. «Basta rifarsi agli articoli 822 e 823 del codice civile - ricorda Pilia - che disciplinano il demanio pubblico e la sua condizione giuridica». La prima norma chiarisce che "appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale". La seconda disposizione citata sancisce l'indisponibilità del patrimonio demaniale: "I beni che fanno parte del demanio pubblico - vi si legge - sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano. Spetta all'autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal presente codice". Queste disposizioni civilistiche, sostiene la Regione, sono insuperabili. Il demanio - osserva il funzionario - è riservato al pubblico uso, che non si può restringere con un'ordinanza oltretutto da un ente non competente come il Comune. L'ordinanza del Comune di Baunei suscita perplessità sotto il profilo della legittimità perché applicata al demanio marittimo». Altra vicenda è quella che concerne l'affidamento in gestione del pontile d'approdo alla spiaggia, che nulla vieta possa essere disposta dall'Agenzia del demanio (organo statale proprietario del bene) attraverso il servizio centrale demaniale, suo braccio amministrativo a livello regionale. La strategia dell'amministrazione regionale era quella di un affidamento congiunto della sua gestione ai Comuni di Dorgali e di Baunei secondo espresse direttive dell'assessore agli Enti locali, Gabriele Asunis. Ove uno dei Comuni non avesse sottoscritto l'atto di concessione congiunta, la Regione avrebbe interpretato tale astensione come mancanza di interesse. Ecco perché l'ha spuntata Dorgali.