Sciopero riuscito dei lavoratori precari dei Beni culturali con la chiusura degli Uffizi e della Galleria dell'Accademia. Grande la delusione di migliaia di turisti che avevano sfruttato il ponte del Primo maggio per poter ammirare le bellezze artistiche fiorentine e tra questi anche centinaia di visitatori stranieri che tornano a casa con l'amaro ricordo di questo sciopero inaspettato da tanti. Si è trattato di «una mobilitazione, che, sebbene svolta a livello locale, ha degli obiettivi di carattere generale». Tra questi vi è «la stabilizzazione del rapporto di lavoro e l'opposizione al processo di privatizzazione e al disegno di cartolarizzazione e svendita nel nostro patrimonio storico-artistico». La stragrande maggioranza dei lavoratori precari (ex giubilari ed Atm) del Polo museale fiorentino, con l'appoggio di Rdb e Cobas, hanno incrociato le braccia e impedito l'apertura dei musei a dimostrazione della loro importanza all'interno delle piante organiche. Sono rimaste chiuse le porte di: Galleria degli Uffizi, Accademia , Palatina di Palazzo Pitti e Museo San Marco. «Si precisa che la maggior parte dei precari che hanno scioperato sono iscritti alle organizzazioni sindacali confederali - dicono Derres Araia e Flavio Coppola, rappresentanti dei precari - Con questo sciopero si da un segnale chiaro e preciso che l'amministrazione deve prendere la giusta decisione per la stabilizzazione dei 2300 precari (1500 ex giubilari ed 800 Assistenti tecnici museali) se non si vuole vedere iniziative come quella di domenica che si ripeteranno nei prossimi giorni caldi di alto flusso turistico che può incidere anche su altri settori del commercio». Le condizioni per procedere alla stabilizzazione ci sono, secondo i rappresentanti dei precari: «Dalla pianta organica già elaborata dal ministero sono chiaramente evidenziati le carenze in organico di 4500 unità. Manca la volontà politica per assumere questi precari che garantiscono la fruizione dei poli museali più belli del paese per 11 ore ed hanno acquisito professionalità. Ormai dal gennaio del 2000 che lavorano con contratti a termine di anno in anno. Il 31 dicembre del 2004 scadono i contratti e l'amministrazione ha già preparato tutti gli strumenti legislativi per privatizzare "o meglio per mercificare "un bene della comunità" che deve rimanere sotto tutela dello Stato». Come abbiamo detto, molti turisti sono rimasti amareggiati di fronte alle entrate sbarrate dei principali musei fiorentini. Qualcuno si è sfogato scrivendo frasi, anche offensive, sotto i fogli, che annunciavano i possibili disagi per lo sciopero del personale precario. I precari non si fermano alla manifestazione e sciopero di ieri e annunciano altre agitazioni e proteste. Non solo a Firenze. Dario Nardella (responsabile cultura dei Ds) ha detto: "Lo sciopero è un atto estremo, ma condivisibile perché evidenzia gli incredibili ritardi del Ministero, che mentre approva il nuovo codice, taglia i trasferimenti agli enti locali e le spese per gestione dei musei e assunzione del personale: siamo al collasso".
La protesta. I principali musei fiorentini sono rimasti sbarrati.
A Firenze, i lavoratori precari dei Beni culturali hanno scioperato, chiedendo la stabilizzazione del loro rapporto di lavoro e l'opposizione al processo di privatizzazione e cartolarizzazione del patrimonio storico-artistico. I musei più importanti della città, come Galleria degli Uffizi e Accademia, sono stati chiusi. I lavoratori precari, iscritti alle organizzazioni sindacali confederali, hanno richiesto la stabilizzazione dei 2300 precari, che lavorano con contratti a termine. La delusione dei turisti è stata grande, con centinaia di visitatori stranieri che hanno dovuto tornare a casa senza poter ammirare le bellezze artistiche fiorentine.
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