Dai musei alla reggia di Venaria: così Torino è diventata un modello nelle arti per le altre città italiane «Sono stati ventanni entusiasmanti». Non usa giri di parole Alberto Vanelli, ex direttore regionale dei Beni culturali, luomo che ha fatto rinascere la reggia di Venaria. «Torino racconta Vanelli ha subito una profonda metamorfosi culturale che è culminata nellapertura della reggia dei Savoia, il quinto complesso monumentale per numero di visitatori in Italia. Un cambiamento che è cominciato nell89 quando ci si è resi conto che la città era alla fine di un ciclo industriale e bisognava cominciare a pensare a delle alternative. La città laboratorio è stata quella proprio quella a cavallo di quegli anni quando sono stati elaborati i progetti e le idee che hanno trasformato lex company town della Fiat». Un ragionamento condiviso da Giovanna Cattaneo, presidente della Fondazione Torino musei, ex sindaco. «Torino in questi ventanni ha subito una vera rivoluzione, è cambiata in modo radicale. Innanzitutto ha preso coscienza del suo patrimonio artistico. Ha eliminato le auto da molti luoghi del centro, ha ripulito i suoi palazzi, ha riportato allantico splendore tanti monumenti, ma soprattutto ha scoperto una vocazione culturale e turistica che non aveva mai avuto. Oggi è normale durante un ponte festivo incontrare comitive di turisti, vedere delle code davanti ai musei. Torino ha oggi unofferta culturale paragonabile a quella di pochi altri centri europei. La riapertura di Palazzo Madama è un caso unico di recupero e rilancio di un patrimonio museale eccezionale. Torino è diventato un esempio per molte città italiane». La presidente Cattaneo ricorda poi come molte delle decisioni più importanti in questo campo siano state prese e seguite in modo bipartisan dagli amministratori e dai politici. «Lidea del museo del Cinema alla Mole Antonelliana nasce da Giovanni Zanetti, che allepoca era un consigliere di opposizione e poi fatta propria dallassessore alla Cultura Ugo Perone. Lo straordinario rilancio del Museo Egizio nasce dalla collaborazione tra enti locali, fondazioni bancarie e governo senza distinzioni di maggioranza». Concetto, quello dello sforzo congiunto, condiviso da Alain Elkann, presidente della Fondazione del Museo Egizio. «A Torino spiega Elkann pubblico e privato hanno fatto sistema e questo modello è stato messo a frutto anche per le Olimpiadi. A questo si è aggiunto il senso di disciplina di questa città, la gentilezza della gente, i suoi prezzi abbordabili. Tutti quelli che vengono per la prima volta a Torino scoprono una città diversa da quella che si aspettavano. Il nostro museo Egizio ne è lesempio migliore: il fascino della civiltà sepolta crea un indotto straordinario che deve essere messo solo a frutto. Nelle prossime settimane partiranno 130 opere per un tour museale in Giappone e la parola Torino sarà ripresa da tutti i giornali e le tv nipponiche». A chiudere il ragionamento sulla metamorfosi culturale di Torino ci pensa Rolando Picchioni, presidente della Fondazione che si occupa della Fiera del libro. «I primi anni Novanta sono stati fondamentali per questa città. Torino ha saputo avventurarsi nel mare aperto, consolidando esperienze come quella della Fiera del libro che oggi non è neanche immaginabile lontana da Torino. Quello che però è cambiato profondamente è stato il panorama culturale della città. Torino ha una pluralità di voci e di esperienze uniche in Italia. Dalla musica al teatro, dalla comunicazione alleditoria Torino parla con linguaggi diversi e si è aperta al dialogo. La cultura, ed il mio non è un ragionamento azzardato, ha offerto unidentità forte al cambiamento». Picchioni, da vero perfezionista, trova però un difetto: «Sa ancora comunicare poco, deve mettersi più in mostra ma per questo cè tempo ancora ventanni».
PIEMONTE - "Nella cultura la vera trasformazione"
Torino è diventata un modello per le altre città italiane nelle arti grazie a una profonda metamorfosi culturale che è iniziata negli anni '90. La città ha preso coscienza del suo patrimonio artistico e ha eliminato le auto dal centro, ha ripulito i suoi palazzi e ha riportato all'antico splendore tanti monumenti. Oggi Torino ha un'offerta culturale paragonabile a quella di pochi altri centri europei. La riapertura di Palazzo Madama è un caso unico di recupero e rilancio di un patrimonio museale eccezionale. La città è diventata un esempio per molte città italiane grazie a un'idea bipartisan e a un senso di disciplina.
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