Progettate da un decennio e rimaste finora sulla carta: dal Salone delle Feste alla nuova viabilità di Portosole Sanremo. Sfogliando i bilanci di previsione e i piani dei lavori pubblici del Comune, anno dopo anno le ritrovi sempre lì, eterne promesse che per tanti motivi - politico-amministrativi, burocratici, finanziari, tecnici - non si concretizzano mai. Stra-annunciate, presenti sulla carta e nei programmi, ma mai decollate o ultimate. Sono tante le opere pubbliche sanremesi, spesso con progetti già approvati a livello definitivo, che restano soltanto dei buoni propositi. E costituiscono un "filo" che attraversa vari periodi amministrativi, giunte di diverso colore e commissari straordinari degli ultimi dieci anni (o anche più). Il tema delle opere - grandi, medie e piccole - non a caso è al centro anche di questa campagna elettorale: la coalizione dell'ex sindaco e ricandidato Claudio Borea rivendica (e li elenca sul proprio sito Internet) di avere realizzato o avviato almeno 200 lavori pubblici, dalla pista ciclabile e da quella di atletica ai marciapiedi, gli asili nido, i giardini, la sistemazione delle scuole. Il suo rivale Maurizio Zoccarato (Pdl e Lega Nord) replica che «Sanremo non è stata mai così degradata» e promette «la rinascita della città». L'ultima mazzata l'ha data il commissariamento del Comune, nel novembre scorso, con il blocco di una serie di opere da realizzare tramite mutui, giustificato con le difficoltà del bilancio. Fatto sta che il "check-up" fatto nei giorni scorsi dagli uffici di Palazzo Bellevue, nell'ambito della verifica di programmi e obiettivi, è eloquente nel testimoniare quante opere siano rimaste al palo. Emblematici i casi della nuova viabilità di Portosole, con due progetti per complessivi 1,5 milioni di euro in attesa da anni; della sistemazione di piazza Muccioli con il trasferimento dei chioschi (approvata dal commissario Landolfi nel 2004) oggi in "piazza" Carli; della rotatoria da realizzare ( 500 mila euro) all'incrocio tra via della Repubblica e corso Cavallotti; della fantomatica circonvallazione di Coldirodi, con un progetto più volte variato e articolato in stralci, finora mai partito; del completamento del Palafiori, opera cominciata ancora all'epoca della prima giunta Bottini e che attende tuttora l'ultimazione interna. Poi c'è il caso recente della maxi-palestra del Solaro, progettata e finanziata dall'ex amministrazione Borea, bloccata dal commissario Calandrella (secondo il quale ci sarebbero state carenze autorizzative e tecniche), per questo duramente contestato dall'ex giunta. In fondo a questo elenco, ci sono due casi opposti. Il grande Salone delle Feste sul tetto del Casinò, con il progetto da 10 milioni di euro approvato nel febbraio 2002 dalla seconda amministrazione Bottini e suggellato da un annuncio dell'allora assessore al turismo Antonio Bissolotti («Contiamo di poter avviare i lavori entro la fine del 2002 e di completarli nell'arco di un paio di anni"); e il "piccolo" ponte Tasciaire, che proprio Lino Bottini riuscì a far costruire e a inaugurare nell'arco del suo primo mandato, cosa rara per un'amministrazione. Tanto da essere ricordato da tutti, magari (da qualcuno) con un po' di ironìa.
LIGURIA - URBANISTICA. Grandi opere, quante delusioni a Sanremo
Il Comune di Sanremo ha promesso opere pubbliche per decenni, ma solo poche sono state realizzate. Il tema delle opere è al centro della campagna elettorale. La coalizione dell'ex sindaco Claudio Borea rivendica di aver realizzato o avviato almeno 200 lavori pubblici, mentre il suo rivale Maurizio Zoccarato promette la rinascita della città. Il commissariamento del Comune ha bloccato diverse opere. Tra le promesse non realizzate ci sono la nuova viabilità di Portosole, la sistemazione di piazza Muccioli, la rotatoria da realizzare e il completamento del Palafiori.
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