E' una sentenza particolarmente attesa, quella che il giudice del tribunale di Livorno pronuncerà domani: quella del processo che vede imputati i costruttori livornesi Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata, meglio conosciuto dai cittadini come "processo del Corallo". Il pubblico ministero Massimo Mannucci ha chiuso chiedendo la condanna per tutti e due (sette mesi di arresto e 30mila euro di ammenda), ma alla sua conclusione ha fatto eco una difesa appassionata e tonante, quella degli avvocati Anna Francini e Tullio Padovani, i quali senza giri di parole hanno accusato la Procura di voler bloccare il recupero del bene. Ed è questa la partita più importante che si gioca in questa complessa vicenda. Bottoni e Cagliata, soci e amministratori della "Fondiaria Apparizione", la società che ha comprato le vecchie Terme della Salute dalla Coca Cola (i cui amministratori erano stati indagati, ma sono stati stralciati), hanno un progetto che l'indagine della magistratura livornese ha messo in stand by. Un progetto che prevede la realizzazione di un cospicuo numero di alloggi nella parte che ospitava il vecchio stabilimento della Coca Cola e che porterebbe gratuitamente al Comune l'antico complesso monumentale - da anni in preda al degrado - al centro dell'inchiesta. I due imputati devono rispondere di un comportamento scorretto, secondo la Procura: non avrebbero fatto ciò che rientrava nei loro doveri per evitare il crescente degrado del bene. Ma la loro difesa è altrettanto risoluta. Non si limita alla richiesta di assoluzione. E, anzi, contrattacca ipotizzando che quest'indagine avesse l'obiettivo di bloccare l'operazione, la sola che - a detta degli avvocati di Bottoni e Cagliata - ancora oggi può consentire il recupero delle antiche terme. «Lo dice il regolamento urbanistico del Comune - ha affermato l'avvocato Padovani in aula - che su quell'area può intervenire soltanto un soggetto pubblico. Il Comune può agire attivando un percorso che porti a Livorno finanziamenti europei, ma solo avendo la piena disponibilità del bene: ecco perché il progetto portava indubbi vantaggi alla collettività. E lo si è voluto colpire». lu.dem.
TOSCANA - URBANISTICA: LIVORNO. Corallo, domani la sentenza. Chiesta la condanna per Bottoni e Cagliata
Il tribunale di Livorno sta per pronunciare una sentenza nel processo "processo del Corallo", che coinvolge i costruttori Piero Bottoni e Rodolfo Cagliata. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna per entrambi, ma la difesa ha accusato la Procura di voler bloccare il recupero del bene. I due imputati sono accusati di un comportamento scorretto, ma la loro difesa afferma che l'indagine ha l'obiettivo di bloccare l'operazione del recupero delle antiche terme. Il progetto prevede la realizzazione di alloggi e la gratuità per il Comune. Il regolamento urbanistico del Comune consente l'intervento pubblico solo se il bene è disponibile.
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