La furia del sisma del sei aprile scorso non ha risparmiato nemmeno uno dei simboli della storia e della cultura aquilana. Il complesso archeologico di Amiternum, situato alle porte del capoluogo, è stato colpito sia nella parte del teatro che dell'anfiteatro. Proprio quest'ultima area è quella dove i tecnici dell'Itc (Istituto per le tecnologie delle costruzioni, organo in seno al Cnr) hanno rilevato i danni maggiori grazie anche all'ausilio di schede sperimentali per i beni archeologici utilizzate per i controlli. Diverse lesioni sulle strutture verticali dell'area, in particolare in prossimità degli angoli, sono state riscontrate nel corso delle ricognizioni ma il dato che a lasciare ancor più sconcertati gli esperti è un altro: le parti maggiormente danneggiate sono quelle che qualche anno fa furono oggetto di un intervento di restauro e ristrutturazione, costati al Ministero dei Beni culturali qualcosa come cinquecentomila euro. Mentre, infatti, la parte originale dell'anfiteatro non ha subìto danni nè dalla scossa del sei aprile che da quelle successive, le zone che recentemente restaurate, evidentemente in maniera approssimativa, sono crollate come castelli di carta. Meno danneggiato, invece, è risultato essere il teatro dove sono stati rilevati solamente piccoli crolli parziali, lesioni dell'opus reticolato e delle parti che tecnicamente sono state definite "fuori piombo". E' necessario un intervento urgente della Sovrintendenza archeologica sia per restaurare le parti danneggiate sia per consolidare le due strutture e sventare, in caso di ulteriori scosse, l'ipotesi nuovi crolli.