Il ministero: falso problema La lite sulla tutela del paesaggio Pdl e Lega contro il ministro Bondi ROMA. Maggioranza Pdl-Lega contro ministro Pdl. Uno schema raro, in questa legislatura. Eppure accade alla Commissione VII (Cultura) della Camera chiamata a esprimere un parere sul nuovo regolamento del ministero per i Beni e le attività culturali voluto dal ministro Sandro Bondi: creazione della direzione generale per la valorizzazione (affidata al manager ex McDonald's Mario Resca) e accorpamento della direzione per il paesaggio con l'architettura, l'arte contemporanea e le belle arti. La commissione ha esaminato il testo chiedendo a Bondi radicali cambiamenti. Una lista di distinguo che porta la firma del relatore capo-gruppo Pdl in commissione Fabio Granata e del capogruppo della Lega, Paola Goisis. La presidente Valentina Aprea, Pdl, ha tentato una mediazione con Bondi durante una riunione informale. Ma cosa chiede il Pdl della commissione cultura? Dice Fabio Granata, capogruppo Pdl, animatore dell'associazione «Articolo 9» per la difesa del patrimonio culturale italiano: «Bondi ha esordito da ministro ricordando come bellezza e paesaggio siano una grande prerogativa della nostra identità. Lo chiamiamo alla coerenza restituendo alla direzione del paesaggio la sua necessaria autonomia proprio per preservare al meglio, come impone l'articolo 9 della Costituzione, la più grande infrastruttura immateriale dell'Italia. Noi condividiamo il bisogno di razionalizzazione del ministero, suggerito peraltro dalla legge Finanziaria. Per questo suggeriamo l'ovvio accorpamento cinema-spettacolo e lo stesso per gli archivi e le biblioteche». In quanto alla direzione per la valorizzazione immaginata per Mario Resca? «Siamo d'accordo, la partita si annuncia interessantissima. Ma la nostra impressione è che occorra codificare un preciso coordinamento con le iniziative adottate dalle Regioni». Ma la protesta di Granata sembra destinata a rimanere senza effetto. Sandro Bondi non replica in prima persona e rinvia al sottosegretario Francesco Giro: «Credo si tratti di un elenco di falsi problemi. La riforma è approdata dopo un confronto con i sindacati, il sì del Consiglio superiore dei beni culturali e il parere del Consiglio di Stato. Non credo che verrà modificata. Il paesaggio? La nuova direzione generale, lo abbiamo già assicurato, avrà come priorità assoluta proprio la tutela del paesaggio. L'unificazione con l'architettura rende tutto più fluido, si evitano sovrapposizioni e duplicazioni». La valorizzazione? «Abbiamo già tavoli aperti con le regioni, il coordinamento esiste già. Circa l'accorpamento archivi-biblioteca, l'esperienza insegna che è troppo complesso per le radicali differenze. Infine cinema-spettacolo dal vivo. Il cinema per lo Stato è un'industria, nello spettacolo dal vivo siamo solo erogatori di finanziamenti a fondo perduto...» Martedì nuova riunione. E i nodi verranno al pettine.