Demolito a colpi di dinamite l'ecomostro dell'isola Palmaria, uno dei più brutti d'Italia. A 40 anni dall'edificazione, l'albergo incompiuto è stato abbattuto tra le critiche di parte dei politici, per l'evento era divenuto una sorta di autocelebrazione degli ecologisti. La «condanna a morte» è stata eseguita ieri, il contatto che ha fatto brillare l'esplosivo è stato ordinato via radio dal presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e dal sindaco di Portovenere Massimo Nardini. Le 672 cariche saltate in sequenza hanno spezzato le gambe all'edificio facendolo collassare. Sulla motonave Albatros che ospitava le autorità applausi e cori degli attivisti di Legambiente, che da anni sognavano questo momento. Alle polemiche di quanti non volevano dare un connotato di parte alla giornata si somma l'assenza del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che, in linea con quanto riferito nei giorni scorsi dai consiglieri liguri del Pdl, pur esprimendo la sua soddisfazione per l'operazione, ha ritenuto «non opportuno partecipare a una iniziativa dal carattere politico». Stessa fine era toccata in passato a un albergo di Vietri sulla costiera amalfitana, contestato e demolito a distanza di anni dopo un lungo braccio di ferro.