Turismo Esce la prima guida in arabo per viaggiatori in cerca soprattutto di «consigli per gli acquisti» Cosa cerca il turista arabo? «Viene da paesi caldi e cerca il fresco, come facevano una volta i romani, vogliono riposare e mangiare bene, ma è lo shopping la vera attrattiva, dalle grandi firme fino all'artigianato e all'antiquariato, poi il cibo, anche il vino (religione permettendo), e infine i musei e le chiese ci racconta Ihab Hashem, direttore della casa editrice Nur, di origine giordana e il nostro scopo è quello di portarlo in Italia, a Firenze soprattutto, dove può trovare tutto questo nella migliore qualità». Questo «scopo» prende da oggi le sembianze di una guida turistica, la prima mai scritta in lingua araba su Firenze. La Nur ha già pubblicato quelle di Roma, Venezia, Torino e Milano, oltre a realizzare già da tempo importanti pubblicazioni dedicate agli immigrati di lingua araba in Italia. Ora tocca alla nostra città, sesta in ordine di preferenza per i facoltosi abitanti del Golfo, statistiche alla mano: «Cercano soprattutto i negozi celebri e le case di cura, motivo per cui anche la città di Como è meta preferita rispetto alla stessa Firenze ». Sempre le statistiche ci dicono che dallo scorso anno il turismo di provenienza araba è aumentato del 20 per cento. Per scrivere questa guida è stato necessario «prendere un punto di vista diverso e leggero» sul turismo, racconta l'editore. Il primo passo è «creare una cultura dell'uso della guida, dando informazioni culturali a partire dai musei alle più piccole particolarità della città». Per Hashem è «un'idea vincente perché la maggior parte di questi turisti è estremamente benestante, per l'80 per cento vengono dall'Egitto, dalla Libia, dagli Emirati Arabi, dal Qatar e dal Kuwait, e naturalmente dall'Arabia Saudita». Mentre la vera novità consiste nella crescita dell'Italia come «meta per la luna di miele». La guida araba su Firenze è particolarmente sensibile allo shopping: «Perché la maggior parte dei turisti vengono più per comprare che per i musei, e in questo modo cerchiamo di portarli in Italia prima che a Londra, perché è la capitale inglese la città più visitata e lì acquistano soprattutto prodotti italiani». Hashem è convinto che «gli arabi non conoscano e non capiscano ancora molto bene la realtà fiorentina» ed è sua intenzione «cambiare questa tendenza ». Nella guida, oltre ai classici consigli su musei e chiese, c'è una parte molto ricca dedicata alla manifattura di qualità: «Moltissimi sono infatti coloro che vanno in cerca di prodotti manifatturieri particolari, tessuti, argenti, anche artigianato in legno, antiquariato, come accade a Venezia per il vetro di Murano che va forte negli Emirati Arabi». Il Comune di Firenze «ha capito bene questo messaggio conclude Hashem e lo ha apprezzato». È appena uscita e già la guida riscuote successo: la EgyptAir ne ha richieste 3mila copie. La troveremo in distribuzione gratuita in tutti gli uffici delle linee aeree, in tutte le ambasciate arabe di Roma e in tutte quelle italiane nei paesi arabi, e tra poco anche presso le maggiori agenzie di viaggi. E.S.