Le pressioni della Lega per Verona salvano i finanziamenti. Il presidente della commissione bilancio: progetti salvaguardati Il ministero: linea al Duomo sospesa dalla soprintendenza. Matulli: solo prescrizioni I soldi per le linee due e tre? Tornerano, o meglio non se ne andranno in Abruzzo. Parola di Antonio Azzolini, presidente della commissione bilancio del Senato: i fondi per i progetti già in essere non saranno toccati. Merito anche e soprattutto del lavoro di Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, che per difendere la sua parte di risorse ha finito per diventare il principale alleato di Palazzo Vecchio. Il pasticcio-tramvia però continua: il ministro Bondi ha fatto sapere con una nota che la soprintendenza avrebbe bloccato i progetti delle linee 2 e 3, subito smentito dal vicesindaco Matulli. Sorpresa. Il taglio di 110 milioni di finanziamento per la tramvia fiorentina non ci sarà. Ma nel frattempo arriva la «clava » del ministero dei beni culturali, che parla di «sospensione della progettazione» della linea 2, perché vanno fatti «approfonditi saggi archeologici nel tratto compreso tra via Cerretani e piazza San Marco» e risolto il «problema relativo a passi carrabili, rifornimento delle merci e passaggio dei mezzi di soccorso, insoluto nel precedente progetto». Ad affermare che i finanziamenti saranno salvati, è il presidente della commissione bilancio del Senato, Antonio Azzolini (Pdl): «Quei tagli? Da quel che so credo che nel testo finale della legge sarà salvaguardato quello che è stato finanziato ». Insomma, niente tagli ai fondi per i trasporti pubblici di Firenze, Verona, Messina? «Ritengo che non si andrà avanti su quella strada, verranno salvaguardate tutte quelle iniziative che sono già state prese». Dichiarazione che arriva alla fine di una giornata in cui il fuoco di fila contro la tramvia, e in difesa dei finanziamenti, è andato avanti ininterrottamente. A dare il via il vicesindaco Giuseppe Matulli e Matteo Renzi, candidato a sindaco per il centrosinistra. «Il governo non può dare i soldi a Catania perché l'ex sindaco è il medico personale di Berlusconi, o a Roma perché è cambiata l'amministrazione: deve stanziare risorse in base ai progetti. In questo caso ci sono degli accordi firmati e il governo troverà il modo di restituire 120 milioni di euro a Firenze». Altrimenti, il Comune potrebbe «costituirsi parte civile». E il vicesindaco precisa: «Sarebbe il ministero a dover pagare per la rinuncia dell'opera, un prezzo ben maggiore di quanto aveva investito. Non credo scelga alla fine di togliere i fondi». I dubbi arrivano anche dall'impresa: «Non credo assolutamente che i finanziamenti per le linee 2 e 3 saranno dirottati in Abruzzo. Siamo a uno stadio troppo avanzato della progettazione, e delle opere propedeutiche per cui abbiamo speso solo noi 12 milioni di euro. Nell'ipotesi succedesse faremo causa al Comune, e il Comune credo a sua volta la farà contro lo Stato», afferma Bruno Lombardi, rappresentate legale di Ratp in Italia. Dalla Sinistra Daniele Baruzzi attacca il governo e chiede la «mobilitazione del centrosinistra» per realizzare «meglio di quanto è stato fatto finora» la tramvia. Insiste invece Gabriele Toccafondi (Pdl): «Ma quale ripercussione politica, ma quali vie legali contro il governo; chi ha amministrato questa città negli ultimi 15 anni, cioè il centrosinistra, non ha saputo gestire i fondi messi a disposizione», dice l'onorevole, riferendosi al fatto che quei mutui non sono ancora stati utilizzati. Capitolo due, la «sospensione » della linea dal Duomo, lanciata dal ministro Bondi. È così? Tecnicamente, è una imprecisione, ci tiene a dire la soprintendente Paolo Grifoni, si tratta di prescrizioni. Ma nella sostanza, le cose sono quelle: «Quando abbiamo dato il parere nel 2007, abbiamo dato indicazioni: volevamo assicurazioni sugli scavi, che fosse veramente pedonalizzata tutta l'area, perché il sì alla tramvia dipendeva anche da quello». E da allora? «Il Comune non mi ha presentato niente. È chiaro che se non ci sono risposte alle prescrizioni, non sarà accettabile. L'unico assenso che abbiamo dato è stato quello del comitato di settore, sull'assenza dei pali». È il vicesindaco Matulli a smentire duramente il ministero: «La sospensione dei progetti esecutivi non può essere attribuita alla soprintendenza: non è sua competenza. Inoltre siamo ancora in attesa, dal ministero, della revisione dei progetti definitivi. Dopo di che, terremo conto delle indicazioni date dalla soprintendenza». E conferma che saranno fatti dei «sondaggi archeologici in via Martelli e piazza Duomo». Toccafondi ne approfitta per appellarsi agli aspiranti sindaci: «Questa sospensione obbliga i candidati a dire la loro sul passaggio al Duomo. Se non ricordo male Renzi era contrario...». La candidata di Perunaltracittà Ornella De Zordo dice la sua: «Stop alle linee 2 e 3. Il Comune revochi i soldi stanziati».
TOSCANA - FIRENZE . Pasticcio tram, riecco i soldi. E altri no
Il presidente della commissione bilancio del Senato, Antonio Azzolini, ha affermato che i fondi per i progetti della tramvia di Firenze, Verona e Messina saranno salvaguardati. Il ministro dei beni culturali ha sospeso la progettazione della linea 2 a Firenze, ma Azzolini ha dichiarato che i tagli non ci saranno. Il vicesindaco di Verona, Giuseppe Matulli, ha smentito il ministero, affermando che la sospensione dei progetti esecutivi non può essere attribuita alla soprintendenza. Il governo ha deciso di non tagliare i finanziamenti per la tramvia, ma ci sono ancora dubbi sull'uso dei fondi.
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