«Il colpo di spugna di Tosi è costato 55 milioni» Quanto può costare un cambio di amministrazione? Nello specifico quanto ha pagato Verona per il colpo di spugna dato dalla gestione Tosi ai progetti che aveva nel cassetto la giunta precedente? «Facendo un rapido calcolo - spiega Paolo Zanotto (ex sindaco, ora nei banchi dell'opposizione) - si arriva a circa 55 milioni di euro. I soldi spesi in progetti di grandi architetti finiti poi carta straccia, sono poco meno che 10 milioni di euro. Il resto è dato da mancate realizzazioni di opere il cui costo sarebbe stato sostenuto dai privati, se gli accordi non fossero poi saltati». Polo finanziario Il capitolo più importante riguarda il Polo finanziario: l'ambizioso disegno di una «city bancaria» che avrebbe dovuto sorgere di fronte alla Fiera, sui 60mila metri quadrati dell'ex mercato ortofrutticolo. Sponsor del progetto da 300 milioni di euro la Polo Finanziario Spa formata da Fondazione Cariverona, Banco Popolare e Cattolica Assicurazioni. A cui il Comune aveva venduto il terreno per 33 milioni di euro. Nel 2005 fu votata la delibera che dava il via libera alla progettazione. Oltre a uffici per le attività economiche, anche 2mila posti auto, bar, ristoranti, palestre e un grande parco urbano. Realizzazioni a cui il nuovo sindaco, Flavio Tosi, ha imposto lo stop definitivo nel 2007, dal momento che la zona avrebbe dovuto restare a disposizione per lo sviluppo della Fiera. E così il Comune si è ritrovato a dover riacquistare l'area, ma ad un prezzo maggiorato di 8 milioni. Tanto quanto la Polo finanziario Spa aveva speso nel frattempo per il progetto redatto dalla torinese Isola Architetti. Per Zanotto, ci sarebbero però altre occasioni (e soldi) sfumati insieme al Polo Finanziario. «La Spa infatti, spiega Zanotto avrebbe costruito a proprio carico un parcheggio multipiano da 19 milioni e 880mila euro vicino all'area del Prusst. Senza contare che i costruttori dei quattro lotti residenziali che confinano con l'ex mercato ortofrutticolo vogliono essere risarciti per la perdita di valore dei propri immobili che, ora, si affacciano su una distesa di cemento e capannoni invece che su un parco». Arsenale Altro nodo è quello legato all'Arsenale. La precedente amministrazione di centrosinistra aveva dato mandato all'architetto inglese David Chipperfied di progettarne il recupero degli spazi. Il complesso asburgico sarebbe diventato quindi la nuova sede del museo di Storia Naturale , con spazi per iniziative culturali, associative e commerciali, con la nascita di una «cittadella dei sapori». Un progetto, affossato da Tosi, ma che il Comune ha comunque dovuto pagare a Chipperfiel 1 milione e mezzo di euro. E anche in questo caso per Zanotto c'è da mettere in conto anche una perdita indiretta: «Tosi afferma ha deciso di insediare nella palazzina ad ovest la nuova sede della Fondazione Arena. Peccato che serva prima ristrutturala, spendendo 15milioni e 870mila euro. Mentre noi avevamo destinato all'ex ente lirico Palazzo Pirelli che poteva essere adeguato con meno di 600mila euro». Palazzi storici C'è poi un'altra partita, quella circa il rebus sulla vendita dei palazzi storici e il valzer sulle loro varie destinazioni. Per permettere alla Gran Guardia di ospitare grandi mostre sono stati fatti lavori da 1,5 milioni di euro. «Inutili sostiene Zanotto visto che la vocazione della Gran Guardia doveva restare congressuale, con le esposizioni ospitate invece a Palazzo della Ragione». Per lo stallo sulla vendita di Palazzo Forti, poi, non parte la ristrutturazione di Castel San Pietro e il ripristino della funicolare: interventi promessi a Zanotto dalla Fondazione Cariverona. Infine, con il blocco della variante urbanistica di Verona sud (la cosiddetta Gabrielli) per l'ex sindaco si sarebbero persi altri 10 milioni di euro. Quanto sarebbe costato il park scambiatore che la società autostrade Serenissima avrebbe realizzato alla Genovesa, in cambio del «rovesciamento » del casello di Verona sud.
VERONA L'ex sindaco: dal polo finanziario all'Arsenale, tutte le spese per i cambi di progetti
Il Comune di Verona ha pagato circa 55 milioni di euro per il colpo di spugna dato dalla gestione Tosi ai progetti della giunta precedente. I soldi sono stati spesi in progetti di grandi architetti, come il Polo finanziario, che avrebbe dovuto sorgere di fronte alla Fiera, e in mancate realizzazioni di opere che avrebbero potuto essere sostenute dai privati. Il Polo finanziario Spa, sponsorizzato da Fondazione Cariverona, Banco Popolare e Cattolica Assicurazioni, ha speso 300 milioni di euro per il progetto, ma il Comune ha dovuto riacquistare l'area per 8 milioni di euro.
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