In Valle d'Itria diventano «oggetti da museo» il paesaggio, l'architettura, le pratiche di vita e di lavoro, le testimonianze orali della tradizione e tutto quello che designa l'eredità di questo luogo straordinario. Un concetto innovativo la cui parola d'ordine è «Ecomuseo ». Dopo quello della Pietra leccese nel Salento e l'ecomuseo del Poggio delle antiche ville a Mola di Bari, anche i comuni di Alberobello, Monopoli, Fasano, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca si apprestano a tutelare in rete le loro valenze storico- ambientali. Questa mattina, dalle ore 9 alle 13, si tiene a Locorotondo il convegno «L'ecomuseo valore aggiunto alla bellezza della Valle d'Itria» per mettere in moto la grande macchina che eseguirà il piano di lavoro. Interverranno, tra gli altri, il direttore del Fai Marco Magnifico, il presidente Fai regione Puglia Martino Bonomo, e Dino Borri, docente di Urbanistica al Politecnico di Bari. Il progetto, ideato e coordinato dall'architetto Eugenio Lombardi e promosso dall'amministrazione comunale di Locorotondo, si propone di realizzare un processo di sviluppo basato sulla partecipazione attiva dei giovani; 20 laureati inoccupati di età non superiore ai 35 anni sono stati selezionati nei vari comuni per accedere ai corsi di formazione al fine di costituire la futura «Cooperativa ecomuseale della valle d'Itria». Il cronoprogramma dell'ecomuseo prevede l'avvio dei lavori sul territorio per il 30 giugno 2009 e l'inizio delle attività per settembre e ottobre 2010. «Si tratta di un tema di rilevanza sociale ed economica strategica per il futuro della valle e della sua popolazione », ha sottolineato il sindaco di Locorotondo, Giorgio Petrelli.