Il caso Preoccupazioni per la bozza-capestro del ministero Viaggio negli uffici a rischio di chiusura Tutti sanno della bozza del ministro Bondi che sopprime due Soprintendenze salernitane, ma nessuno ne vuole parlare. I funzionari delle Soprintendenze di via Tasso e via Botteghelle continuano a svolgere normalmente il proprio lavoro. Come se niente fosse successo, anche se poi è il soprintendente ai beni storici, artistici ed etnoantropologici, Salvatore Abita, a rompere il muro del silenzio dietro cui si è trincerato invece il collega Giuseppe Zampino, sferrando un affondo a Caserta. «Salerno è una città che si muove, dinamica - dice - è un reale capoluogo di provincia, a differenza di Caserta dove fra poco chiudono anche la Reggia». Palazzo Ruggi d'Aragona, dove ha sede la Soprintendenza ai beni artistici, è un palazzo antico che si trova nel centro storico di Salerno, a via Tasso. È un palazzo enorme che affaccia su due lati: da una parte c'è il cortile interno e dall'altra il mare. Tra massimo un mese, a via Tasso dovranno trasferirsi anche gli uffici della Soprintendenza ai beni paesaggistici di via Botteghelle. «Palazzo D'Avossa (dove ha sede la seconda Soprintendenza salernitana; ndr) - spiega Abita dal punto di vista strutturale non può più ospitare gli uffici. Dovrebbe essere sottoposto a lavori di ristrutturazione di una certa entità». In effetti, gli uffici diretti da Zampino sono ammassati su due piani di un palazzo, anche questo storico, che ospita anche abitazioni civili. Al secondo piano gli uffici di tecnici e architetti. C'è anche la segreteria che si fregia di avere un affresco sul solaio a volta. Ma, al di fuori, ci sono solo carte e documenti ammucchiati in scaffali che circondano il perimetro di una stanza buia, desolata e abbastanza disordinata a causa della mole di lavoro da sbrigare. Al primo piano, invece, c'è appena lo spazio per un ufficio aperto al pubblico. Perciò, da anni, si sta ristrutturando la sede di via Tasso. Tre piani, con uno scalone monumentale che fungerà da ingresso e in cui potrebbero lavorare tutti i 120 funzionari, compresi i 18 custodi del palazzo storico. Anche se, disposizioni regionali, assunte di concerto con Pio Baldi, direttore regionale del Ministero dei beni culturali, prevedono un doppio trasferimento con inversione di sede. Cioè, i 17 funzionari in forza alla Soprintendenza ai beni artistici dovrebbero traslocare in via Botteghelle e i colleghi a via Tasso. Per il momento, tutto resta come prima. Ieri mattina, a palazzo Ruggi d'Aragona i dipendenti erano impegnati in un corso di informatica disposto dalla Soprintendenza. Mentre, nei corridoi gli operai lavoravano all'installazione dei condizionatori. Al piano inferiore, invece, altri operai si occupavano della ristrutturazione delle ampie stanze che dovrebbero ospitare gli uffici della Soprintenda ai beni paesaggistici e ambientali. A palazzo Ruggi d'Aragona le pareti delle stanze sono tutte tinteggiate di bianco. E' in corso d'opera anche la realizzazione di un'immensa biblioteca soppalcata e a cui si accede tramite una scala di legno. Qualora la bozza del ministro Bondi dovesse essere convertita in legge, forse, palazzo Ruggi sarebbe anche troppo grande per ospitare i pochi funzionari che resterebbero a lavorare a Salerno.