mbiente L'abbattimento fra gli applausi. Il Pdl contro Burlando: calcoli politici dietro l'azione Con i detriti una passeggiata, una duna e una piazza nel verde È un borgo marinaro, Portovenere, e la gente di mare è tradizionalmente attenta alla fortuna: per abbattere l'ecomostro dell'isola della Palmaria, lo Scheletrone, il sindaco Massimo Nardini aveva escluso le giornate di martedì e venerdì. Giorni infausti. «La data ideale spiega era giovedì 21 ma quel giorno è stato fissato il Giro d'Italia». C'è stato un rinvio e ieri, venerdì, alle 10 in punto, grazie a 50 chili di esplosivo gelatinoso inseriti nei 224 pilastroni, l'ecomostro è venuto giù. Per scongiurare gli effetti della data il sindaco Nardini aveva le tasche piene di sale grosso. Quando la nube si è diradata fra gli applausi di Legambiente l'ecomostro aveva lasciato di sé un cumulo di detriti, una parte a terra, un'altra, quella ancorata alla roccia, piegata su se stessa come previsto dai fuochisti e dagli incursori. Proprio quel materiale bonificato, filtrato, triturato, darà vita alla «nuova» Palmaria. «La passeggiata a mare spiega l'architetto Andreas Kipar sarà realizzata con materiali riciclati, utilizzeremo quelle pietre per pavimentarla e per i muretti a secco. Con gli inerti triturati daremo vita a una duna e a una piazza nel verde». Il progetto prevede una passeggiata di un chilometro e 200 metri, molto leggera: «Abbiamo preferito spiega Kipar ridurre al minimo il costruito. Ci saranno qualche piccolo ponte di legno e delle panchine ma poca illuminazione artificiale: c'è un bellissimo cielo stellato alla Palmaria, godiamoci quello». La flora spontanea dell'isola sarà la naturale decorazione. Per far implodere l'orrendo manufatto è bastato meno di un secondo: sei esplosioni a 20 millesimi di secondo l'una dall'altra che hanno dato agli spettatori l'impressione di un unico boato. Ma per poter dare l'ok all'impulso da 3.000 volt ai detonatori sono stati necessari quarant'anni: lo Scheletrone deturpava la Palmaria dal 1968. Costruzione regolare, con licenza edilizia, è stata «stoppata» la prima volta nel 1971 dopo l'infortunio mortale di un operaio. Il contenzioso delle amministrazioni pubbliche, Comune e poi Regione Liguria, con i proprietari è durato decenni. Né si è fermato. Alcuni dei 54 eredi dei proprietari dello Scheletrone hanno mandato una diffida al Comune di Portovenere per impedire l'abbattimento. Il Pdl ha così accusato il presidente della Regione Claudio Burlando di fare propaganda. «Ha voluto accelerare i tempi perché siamo in campagna elettorale ha detto il consigliere Luigi Morgillo mettendo la Regione a rischio di azioni risarcitorie ». E il ministro ai Beni Culturali Bondi ieri non era presente all'abbattimento perché, pur dichiarandolo «positivo », «ha assunto ha detto un carattere politico improprio ». Il Pdl ha poi sostenuto che i detriti del fu Scheletrone sono pericolosi. «L'area era pericolosa prima ribatte Burlando adesso è in sicurezza. Quanto al contenzioso, l'abbattimento era nel nostro pieno diritto».