Ricca di storia, magica, turbolenta, barocca, superstiziosa e incredibilmente voluttuosa; città dei monumenti viventi, dei riti collettivi legati a ricorrenze o consacrati dalla cultura popolare: abbandonati ormai i progetti d'industrializzazione in nome della sua riscoperta vocazione turistica, Napoli non può non accettare la sfida che le è offerta dalle opportunità emergenti nel settore turismo, È questa l'idea che Francesco Maria Cervelli, docente di Legislazione del Turismo e di Diritto Industriale all'Università Federico II di Napoli, esprime chiaramente nel suo recentissimo "Napoli capitale multimediale del turismo culturale" (2004 Guida editore), un agile volume in cui l'Autore svolge una riflessione sulla ricchezza di risorse culturali partenopee e campane, con particolare riferimento alla loro fruizione, ai vantaggi che esse potrebbero apportare al territorio: un'analisi volta a mettere in luce le interdipendenze esistenti tra patrimonio culturale e sviluppo economico e sociale. E, infatti, dopo aver illustrato rapidamente le caratteristiche giuridiche dei beni culturali e la funzione di tutela da parte dello Stato e delle Regioni, Cervelli prosegue il discorso sulla gestione dei beni culturali affrontando l'aspetto che egli ritiene centrale, vale a dire l'incidenza che il patrimonio artistico, culturale ed ambientale ha sulla crescita economica di uno stato. Eppure in Italia, e in particolare i Campania, il livello e la qualità degli investimenti pubblici miranti a valorizzare tale patrimonio, invero ricchissimo, sono inadeguati al rientro economico che investimenti più cospicui e oculati potrebbero garantire, una proposta concreta di rilancio del comparto turistico non può "prescindere" dal processo d'industrializzazione dei servizi d'ospitalità, nonché dall'integrazione dei diversi settori che concorrono alla creazione dei prodotto turistico, costituito non solo dal bene culturale, bensì anche dal contesto in cui questo s'inserisce. Tali obiettivi sono perseguibili solo con la formazione di un management dei beni culturali che a solide basi umanistiche affianchi competenze di gestione delle risorse umane e finanziarie, di comunicazione e di marketing. Nelle ultime pagine l'autore espone alcuni progetti concreti e innovativi per il rilancio del turismo nell'area napoletana, tra cui parti-colarmente interessanti appaiono l'insediamento a Bagnoli di un centro multimediale per il turismo globale e la bozza di un programma per un corso di formazione professionale che crei nuove competenze in materia di turismo culturale. Se la cultura costituisce la maggiore risorsa di Napoli e della Campania, è necessario che gli enti locali ricerchino nuove strategie di valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, investendo sul coinvolgimento di energie imprenditoriali e finanziarie, sull'integrazione di servizi e d'in-frastrutture, sulla diffusione di una cultura dell'imprenditorialità.
Le risorse campane e i vantaggi economici che esse offrono al territorio. La sfida di Napoli al turismo culturale
Napoli è una città ricca di storia, cultura e patrimonio artistico, ma il suo turismo è in crisi. Il docente Francesco Maria Cervelli propone di valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della città attraverso la creazione di un management dei beni culturali che combini competenze umanistiche con gestione delle risorse finanziarie e umane. L'autore propone progetti concreti per il rilancio del turismo, come l'insediamento di un centro multimediale per il turismo globale a Bagnoli e un corso di formazione professionale per nuove competenze in materia di turismo culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo