Ampliare e demolire: gran parte del comune non ha le caratteristiche necessarie Si può. Villette o piccole palazzine, senza abusi o vincoli, già accatastati o con domanda fatta al 31 marzo scorso Pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione il 13 maggio, è in vigore la legge che ha anticipato in Toscana il Piano casa del governo Berlusconi. Provvedimento straordinario, con durata di soli 18 mesi, consente di realizzare gli interventi previsti (ampliamento o ricostruzione) solo se la Denuncia di inizio attività viene presentata nel periodo 28 maggio 2009-31 dicembre 2010 su edifici accatastati per uso abitativo o per i quali sia già stata presentata la domanda. Più 20 della superficie utile lorda, per gli ampliamenti, più 35 nel caso di demolizione e ricostruzioni di edifici che al 31 marzo di quest'anno abbiano destinazione abitativa: questo il "cuore" degli interventi consentiti. Per chi. Edifici abitativi per i quali il Comune autorizzi la ristrutturazione edilizia, limitatamente alle unità mono o bifamiliari, oppure con tipologia diversa (appartamenti) con superfici utile lorda non superiore a 350 metri quadri. «Ad esempio - spiega l'architetto Davide Berrugi dell'ufficio urbanistica del Comune - una palazzina con 4 appartamenti da 85 metri quadrati di superficie utile lorda ciascuno». Dove. Nei centri abitati o fuori (purché in località approvvigionate d'acqua e dotate di sistemi di smaltimento delle acque reflue). Ma non all'interno di quelle che vengono definite zone territoriali omogenee "A"o ad esse assimilabili. Per il nostro comune questo non è un passaggio irrilevante. Quasi tutta Viareggio, infatti, è classificata come zona "A". E lo sono alcune porzioni di Torre del Lago (l'area prossima al lago, per esempio), «alcuni edifici alla Migliarina - spiega Berrugi - alcune ville a Bicchio». Non si tocca un mattone, dunque, dalla Passeggiata alla ferrovia e dal canale Burlamacca quasi fino a don Bosco. Con alcune"incursioni" in periferia. La prima cosa da fare se si pensa di poter avviare uno degli interventi edilizi consentiti dalla legge è recarsi negli uffici di via Regia e verificare in quale zona si trovi l'abitazione in questione. La seconda verifica indispensabile è quella relativa agli interventi ammessi sull'edificio dalle disposizioni comunali. Ma anche alla tipologia dell'immobile. Perché né l'ampliamento, e tantomeno la demolizione con ricostruzione, sono permessi per gli edifici «di valore storico, culturale ed architettonico» e per quelli «vincolati quali immobili di interesse storico ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio». Insomma, spiegano all'ufficio urbanistico «tutte quelle abitazioni che non hanno valore per la comunità». La legge non si applica, inoltre, in Parchi (a Torre del Lago lo è anche dove c'è la Coop, e una parte di Bicchio è compresa dal Piano di gestione del padule) e riserve naturali, nelle aree «di inedificabilità assoluta» (fasce di rispetto autostradali, ferroviarie, cimiteriali, aree militari e così via), in quelle «per le quali atti di governo del territorio o strumenti urbanistici generali prevedano l'adozione e l'approvazione di piani attuativi». Altezza e superficie. Le altezze utili degli interventi non possono essere superiori a 3 metri nel caso di ampliamento. Per la demolizione e ricostruzione l'altezza sale, ma «ove già esistente nell'edificio oggetto di demolizione». Per l'ampliamento si sfora «senza superare l'altezza dell'unità immobiliare interessata all'ampliamento». La destinazione d'uso non può essere modificata, il numero delle unità immobiliari può essere aumentato «purché quelle aggiuntive abbiano una superficie utile lorda non inferiore a 50 metri quadrati». A Viareggio, le disposizioni comunali stabiliscono che non si possa scendere sotto i 65 mq: «La legge regionale ha carattere straordinario - spiega Franco Allegretti, dirigente all'urbanistica. E, dunque, per i 18 mesi di vigore della norma, quella è la misura consentita per quanto realizzato applicando quella disposizione».