Lipotesi: concussione per un distributore Il progetto prevede la realizzazione di un distributore di benzina sul lungomare di Casamicciola, nei pressi delleliporto. Ma dopo il sequestro dellarea per presunte violazioni della normativa urbanistica, sulliniziativa dellamministrazione isolana la Procura ha aperto un secondo filone dinchiesta, stavolta per le ipotesi di reato di tentata concussione e abuso dufficio. Ieri mattina i militari della Guardia di Finanza di Ischia hanno perquisito gli uffici del sindaco di Casamicciola, Vincenzo DAmbrosio, dellassessore ai Lavori pubblici Stanislao Senese e di un terzo indagato. Loperazione è scattata su disposizione del pm Antonio DAlessio e del procuratore aggiunto Aldo De Chiara. Tutto è partito con la denuncia di un imprenditore al quale, in cambio del rilascio della concessione per la realizzazione del distributore di benzina, gli amministratori avrebbero tentato di imporre il nome del gestore dellimpianto, un parente dellassessore. Adesso gli inquirenti dovranno valutare se, allesito delle perquisizioni, siano emersi elementi utili a rendere più chiaro il quadro dellindagine. Al tempo stesso anche i difensori dei tre indagati potranno prendere in considerazione la possibilità di proporre ricorso al Riesame per chiedere la restituzione del materiale eventualmente sequestrato dai finanzieri. «Sono perfettamente sereno e tranquillo ed esprimo massima fiducia nelloperato dei magistrati», ha commentato il sindaco DAmbrosio. Questo capitolo procede dunque parallelo a quello sfociato nel sequestro (una prima volta annullato e poi, nel secondo caso, confermato anche dal Tribunale del Riesame) dellarea individuata per la realizzazione del distributore di benzina. E dunque lindagine conferma lattenzione sullisola dIschia della Procura di Napoli e del pool Ecologia dellufficio guidato dal procuratore Giandomenico Lepore. Nei giorni scorsi gli inquirenti avevano disposto il sequestro di oltre 700 pratiche nellambito di una diversa indagine, quella che riguarda le concessioni edilizie concesse in sanatoria tra il 2006 e il 2008 ai sensi dei condoni emanati nel 1985 e nel 1994. In questo caso i magistrati ipotizzano il reato di abuso dufficio con riferimento a quella che la Procura definisce come una «singolare procedura accelerata» che i comuni isolani avrebbero adottato «in assenza del preventivo parere della Sovrintendenza ai beni ambientali e culturali». Tesi che i sindaci e i tecnici indagati sono intenzionati a contrastare. (d.d.p.)