Amato avverte: "Difficile che la linea 2 venga fatta" Nessuna «requisizione», i 110 milioni per la tramvia restano dove sono. Con lastensione del Pd e delle altre opposizioni, il Senato corregge il testo del governo e vota il via libera ad un «decreto Abruzzo» che non prevede più il ricorso ai mutui inutilizzati della Cassa depositi e prestiti. La protesta dei sindaci leghisti, del sindaco di Milano Letizia Moratti, ma anche le pressioni arrivate da città del centrosinistra come Genova e Firenze, hanno sfondato. E le linee 2 e 3 possono dirsi per il momento salve. Solo per il momento, perché la battaglia della tramvia continua: «Soldi messi non significa ancora soldi dati», sibila il senatore fiorentino del Pdl Paolo Amato. «Lintervento del ministro Bondi non va sottovalutato, la linea 2 difficilmente andrà in fondo con tutte le richieste poste», aggiunge Amato ricordando i reclami del ministro sugli scavi archeologici e sui passi carrabili. «Cera un problema generale per i Comuni, non certo per la tramvia di Firenze, un problema tutto interno al centrodestra», sostiene Amato. I senatori fiorentini Vittoria Franco e Massimo Livi Bacci, assieme al collega livornese Marco Filippi, rivendicano invece un ruolo decisivo: «Il governo ha cercato in modo maldestro di utilizzare risorse già impegnate dai Comuni, un tentativo bloccato dalla pressante azione dei senatori toscani del Pd», dicono. Mario Razzanelli quasi si dispera: «Un peccato che siano riapparsi i soldi». Quello che conta però, per il vicesindaco Giuseppe Matulli, è il risultato: «I fondi per le linee 2 e 3 non verranno cancellati», annuncia solenne Matulli poco dopo il voto del Senato. Aggiungendo che giusto ieri è stata messa in funzione lalimentazione area della linea 1. Ma ora che i 110 milioni più Iva sono riapparsi, che succederà in concreto delle due linee? Difficile prevederlo perché non cè un solo candidato sindaco che dica "bene, vado avanti". Salvo intoppi, si può comunque ipotizzare linizio dei lavori a luglio e la fine nei tre anni stimati dal presidente della Tram Fabrizio Bartaloni. Il Comune ha due mesi per esaminare il progetto esecutivo che Bartaloni ha consegnato il 18 maggio. Mentre da Roma ci si aspetta lultimo okay sulla revisione del progetto definitivo: è da un anno e mezzo che traccheggia, si pensa che almeno entro giugno lo possa fare. Per dare il via ai cantieri, servirà poi la conferenza dei servizi cui parteciperà anche la soprintendenza, che nel 2007 aveva chiesto un piano del traffico (per assicurare la pedonalizzazione del Duomo allarrivo del tram) e accurati saggi per accertarsi che non esistano reperti archeologici sotto il tracciato. E probabile che la soprintendente Grifoni trovi le sue richieste esaudite nellattuale progetto esecutivo. Ma non era possibile provvedere in tutto questo tempo a un piano dettagliato per capire come si organizzeranno in centro il carico-scarico merci e i passi carrabili? Lavoro difficile, ma tanto andrà fatto. Capitanati da Cecilia Pezza, i Giovani democratici hanno sfilato ieri per il centro con una tramvia di cartone: «Arrivi il prima possibile».