Lintervista «Leccellenza non si tocca». Fra le tante incertezze nel futuro del Maggio Musicale Fiorentino, questo è lunico vero punto fermo per il sovrintendente Francesco Giambrone. Che, alla vigilia delle elezioni e di quello che potrebbe essere un drastico cambiamento del panorama politico cittadino, è stato ospite della nostra redazione per rispondere ad alcune domande su presente e prospettive del Comunale. "La città non capisce il Maggio solo le grandi aziende ci aiutano" Da Giambrone sos a Bondi, Martini e al nuovo sindaco Per il 2010 faremo 'La donna senzombra di Strauss e un progetto di rottura stile Fura Siamo a giugno, lanno è finito e io non so ancora su quanti soldi contare davvero Il Maggio sta attraversando una situazione finanziaria molto difficile. Come intende arginare la crisi? «Nel 2006, solo grazie allalienazione della ex Longinotti, eravamo riusciti a portare il bilancio in pareggio e realizzare un piccolo avanzo destinato tuttavia ad esaurirsi a breve. Nel 2008, poi, avevamo preventivato un piano che, in tre anni, avrebbe portato progressivamente i conti in pari, risultato che avremmo raggiunto grazie alle uniche due azioni possibili, ovvero lincremento dei ricavi e il contenimento dei costi del personale. Un percorso iniziato con gli esodi incentivati: oggi al Maggio non lavorano più di 490 persone fra stabili e precari (di cui solo 50 amministrativi) contro gli oltre 550 di qualche anno fa. E tutti indispensabili. Se non ci fossero stati i tagli del governo Berlusconi al Fondo unico per lo spettacolo (8 milioni sottratti ai 38 garantiti dalla precedente finanziaria), oggi avremmo un disavanzo di 900 mila euro anziché di 4,4 milioni. E poi, in un anno spendiamo meno di 8 milioni per la produzione a fronte dei 18 milioni del Liceu di Barcellona o dei 12 dellOpera di Roma. Al di sotto di questa cifra non possiamo scendere». Alla luce di tutto questo, ci sono speranze per il futuro del Maggio? «Mi auguro di sì, e lo dico perché ci sono state promesse importanti da parte del governo e impegni assunti dal presidente della Regione. Inoltre sta per arrivare un nuovo sindaco che dovrà prendere una posizione netta sulla situazione del Maggio. Insomma cè attenzione da parte delle istituzioni. Però siamo a giugno, lanno ormai è finito e io non so ancora su quanti soldi posso davvero contare». I privati fiorentini non si sono dimostrati particolarmente generosi. «La mia sensazione è che i fiorentini non abbiano davvero la percezione del rilievo internazionale del Maggio e della sua capacità di esportare il nome di Firenze nel mondo. Ma a lasciarmi perplesso non sono tanto i tre milioni stanziati dalle grandi aziende, quanto i 190 mila raccolti tra i sostenitori nella società civile. Dovremmo spingerli a fare di più». Eppure il pubblico è in aumento. «Il Ring ha registrato 32 mila spettatori per 3 milioni e mezzo dincasso: uno stadio, come ha sottolineato Mehta. Nel Maggio in corso Il crepuscolo degli Dei e i concerti di Mehta sono stati visti da 11.643 spettatori e hanno incassato 500 mila euro. Nel 2008 lo sbigliettamento è aumentato del 22 per cento e gli incassi al botteghino del 43 per cento, il che significa l87 per cento di poltrone occupate in teatro. E poi crescono le presenze giovanili, 28 mila in tutto, grazie non solo alla presenza della Fura che esercita un forte appeal sui ragazzi, ma anche per unagguerrita politica di marketing (sms, pagine su Facebook). Qualcuno ha sostenuto il contrario sulla base di una statistica commissionata dallassessore Giani: peccato che risalga a due anni fa». Dario Nardella, che potrebbe diventare assessore alla cultura di uneventuale giunta Renzi, ha proposto di creare un nuovo ente che gestisca Cascine, Leopolda e nuovo teatro, lasciando alla Fondazione del Maggio funzioni e compiti distinti. Cosa ne pensa? «Sono convinto che il Maggio debba avere una nuova casa, quella che è stata progettata alle Cascine con un diretto apporto di idee nostro e del maestro Mehta. Credo inoltre che quella casa debba essere aperta e in funzione tutti i giorni dellanno. Forse la Fondazione non ha le caratteristiche adatte per far sì che questo accada: ben venga allora un nuovo soggetto che possa gestire il Parco a patto che non si perda lidentità del luogo, senza fare sentire il Maggio un ospite, come invece sta accadendo allAccademia di Santa Cecilia a Roma con il nuovo auditorium». Quale crede sarà il suo destino dopo le elezioni di giugno, visto che il suo incarico scadrà nel 2010? «Sono sereno. Il teatro del Maggio andrà avanti con me o senza di me e fino allultimo giorno lavorerò alle future programmazioni. Con il nuovo sindaco, presidente del cda, dovrà esserci una condivisione di valori e progetti. Se così non fosse, trovo giusto possa scegliere la figura di sovrintendente che ritenga più adatta per il teatro che ha in mente. Mentre ritengo un errore scegliere il dirigente sulla base di appartenenze politiche». Il sistema delle fondazioni lirico sinfoniche è ormai agonizzante. Cè chi auspica che gli interventi del governo si debbano basare su una gerarchia di importanza dei teatri, Scala in testa. Lei è daccordo? «No. Il sistema va sostenuto e anzi reso più omogeneo. E il governo dovrebbe intervenire in misura maggiore a favore di quei teatri che non sono sostenuti adeguatamente dalle amministrazioni locali, in modo tale da eliminare qualsiasi sperequazione. Ma al momento, la mia posizione è minoritaria». I professori dorchestra del Maggio lamentano la fuga di giovani e talentuosi strumentisti precari attratti dal posto fisso allestero. «Stiamo cercando di contrastare questo fenomeno in tutti i modi, nonostante il teatro oggi non sia in grado di garantire contratti a tempo indeterminato. Fino al 2008 ho assunto. Credo che il lavoro stabile vada salvaguardato in questo ambito più che in altri proprio perché la precarietà ci pone davanti al rischio di perdita di competitività internazionale». E auspicabile una più massiccia presenza del Maggio in provincia e in regione? «Non a caso esiste una convenzione con lassessorato regionale alla cultura. Certo, ci deve essere una differenziazione di competenze e repertorio con lOrchestra della Toscana. Il Maggio può dare il suo contributo sulla lirica, e la rassegna "Recondita armonia" è nata proprio per questo: allestimenti agili e costi di spostamento contenuti. La prossima edizione, tra laltro, sarà forse coprodotta con un teatro di tradizione dellEmilia Romagna. Questa operazione è già in atto con Maggiodanza, in tournée a costi competitivi. Così competitivi che il Comunale di Bologna, privo di un corpo di ballo, ha firmato una convenzione triennale con la nostra compagnia di danza. Ed è un modo importante per tenerla viva visto che è senza dubbio la componente del Maggio più fragile in questa crisi». Qualche anticipazione riguardo ai futuri cartelloni? «Al Maggio 2010 ci sarà La donna senzombra di Strauss diretta da Mehta con la regia di Mario Martone. Con Mehta stiamo inoltre studiando un progetto di rottura nel segno del Wagner della Fura». (hanno rivolto domande anche Pietro Jozzelli, Gregorio Moppi, e Gaia Rau)
la Repubblica
22 Maggio 2009
FIRENZE - Giambrone: "Dalla società civile solo 190 mila euro per il Maggio"
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Fulvio Paloscia
la Repubblica
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