Cè un centro di ricerca a Torino dove loro diventa più brillante, i tessuti non catturano lodore e le macchie, dove le celle solari sono polverizzate e spalmate come una vernice sulle automobili, dove il cemento può contenere sostanze che abbattono linquinamento. Scoperte degne di un fantasy per ragazzi, a due passi dai cancelli di Mirafiori, dove moltissimi studenti arrivano da altri paesi. È il Centro dellInnovazione dellUniversità di Torino, diretto dal professore Adriano Zecchina, inaugurato pochi mesi fa e convertito per ospitare i corsi di laurea in Scienze dei materiali e in Ottica e optometria. Il Centro dinnovazione dellUniversità è un punto di riferimento per grandi marchi Scoperte degne di un fantasy per ragazzi a due passi dai cancelli di Mirafiori Dove aziende di tutto il mondo chiedono di collaborare a progetti di ricerca di ogni genere. I materiali sono lunico comune denominatore ma i ragazzi nei laboratori sono impegnati nei progetti più diversi. Come per esempio quello commissionato dalla Swatch, che sta cercando un modo per rendere più brillante loro col quale fodera le casse e i cinturini dei suoi orologi e che ha affidato ai macchinari di questi laboratori e ai suoi ricercatori la sfida di realizzarlo. Leffetto della lucentezza è determinato in primo luogo dalla composizione della lega, ma poi, lavorando loro liquido in un sofisticato macchinario che lo raffredda e lo solidifica ad altissima velocità, si possono ottenere effetti molto differenti e il materiale prezioso più tradizionale può trasformarsi in una pellicola color ghiaccio perfetta magari per un prodotto meno prezioso ma che deve dettare la moda. Gli abiti che non si devono stirare sono già stati adottati per le camicie da numerose griffe di abbigliamento classico da uomo, ma si studiano anche i tessuti che non assorbono gli odori o che addirittura li neutralizzano, quelli che non si macchiano, una svolta per lumanità quasi quanto lo sarebbero materiali per ledilizia che distruggano linquinamento. Difficile immaginare, prima di entrare al centro per lInnovazione, che per esempio un tipo di cemento possa contenere al suo interno particelle di una sostanza capaci di "catturare" linquinamento e di degradarlo. O di trattenere lidrogeno. O di catturare la luce del sole e immagazzinarla per trasformarla in energia. La Basf, il colosso tedesco, ma anche litaliana Buzzi, spendono qui parte dei fondi destinati alla ricerca, per poter tenere uno sguardo sulle più innovative scoperte che riguardano i materiali. Altri invece, investono per realizzare, in collaborazione con i ragazzi del Centro, nuovi brevetti da immettere sul mercato. In pochi anni grazie alla sinergia con le imprese private, ai finanziamenti delluniversità, e al contributo stabile della Compagnia di San Paolo, i laboratori hanno visto arrivare decine di macchinari altamente tecnologici e tanti studenti stranieri che frequentano qui il corso di laurea, il dottorato o il post dottorato.