La bella addormentata invasa dalle auto Il Comune aveva un progetto che ora è stato accantonato Lunico edificio rinato è casa Ugo «Chiudiamo al traffico piazza Bologni». Lappello lanciato dal direttore del museo darte contemporanea di Palazzo Riso, Sergio Alessandro è chiaro e schietto. «Questo sogno nasce dalla visione che abbiamo avuto il giorno dellinaugurazione del museo - dice Alessandro - la piazza vuota, sgomberata dalle macchine, con i bambini che giocavano e si divertivano. Era uno scenario bellissimo che vorremmo vedere più spesso». Palazzo Riso è lunico elemento vivo in questo scorcio di città antica: se non fosse per questo museo, piazza Bologni potrebbe essere la bella addormentata del centro storico. «Se piazza diventasse unarea pedonale senza il posteggio abusivo, sarebbe uno spazio esclusivamente aperto al pubblico a favore dei tanti visitatori, che farebbero rivivere questi luogo», dicono da Palazzo Riso. «E in vista dellampliamento del museo - aggiunge Alessandro - questo intervento sarebbe più che necessario». Ma è un tema sul quale a piazza Bologni le anime si scindono. Cè chi vede il posteggio che lì non dovrebbe esserci come uno sfregio alla piazza, e chi lo giustifica privilegiando gli aspetti pratici. «Una zona pedonale avrebbe i suoi vantaggi e svantaggi - dice Vincenzo, titolare del bar Liberty - io credo che si potrebbe lasciare libero lo spazio intorno alla statua di Carlo V, e fare un posteggio in fondo alla piazza». Unopinione che condivide anche Antonina Saviano, titolare della trattoria Primavera, simbolo gastronomico della piazza nonché calamita per i turisti grazie alla sua cucina tipica. «Sarebbe una cosa molto bella per la piazza - dice Antonina - ma forse un po meno per noi ristoratori. La gente purtroppo viene soltanto se trova il posteggio di fronte il ristorante. Se chiudessero questarea, la gente non verrebbe neanche più a fare le passeggiate». Ma lidea di rendere piazza Bologni unisola pedonale è già transitata dagli uffici del Comune. Che però al progetto non hanno dato seguito. «Il progetto esiste - dice lassessore comunale al Traffico, Mario Tinervia - ma al momento è accantonato. Non sappiamo ancora quando e in che modo lo attueremo». Una dichiarazione che non lascia molta speranza a chi vuole vedere sostituire le auto con delle panchine. Ma piazza Bologni non passa inosservata anche per il forte stato di degrado nella quale si trovano i suoi edifici storici, quasi tutti in attesa di un meritato e necessario recupero. Il cuore della piazza è senzaltro lo storico Palazzo Villafranca, una volta appartenente ad una delle famiglie nobiliari più importanti della Sicilia, gli Alliata, e ora in possesso della Curia arcivescovile. «Il nostro progetto - spiega monsignor Giuseppe Randazzo, direttore dellufficio Beni culturali della Curia - è trasformarlo in un centro culturale mantenendo inalterato il piano nobile. Ma purtroppo al momento mancano i fondi. Attualmente ne utilizziamo alcuni locali per ospitare dei convegni». Il progetto di trasformarlo in albergo, che aveva suscitato un vespaio di polemiche e visto opporsi con forza gli ex proprietari, è tramontato. Al piano terra del palazzo, si vedono ancora le tracce di un periodo in cui la piazza brulicava di vita: insegne che testimoniano attività commerciali caratteristiche, come un barbiere e un incisore. «Avranno chiuso le saracinesche almeno 30 anni fa - dice un passante della zona - e i locali sono rimasti inutilizzati fino a oggi». Il contraltare è il vicino Palazzo Ugo, laltro grande edificio nobiliare della piazza: i proprietari lo hanno ristrutturato, utilizzando anche fondi pubblici, e ora questo palazzo fa spesso da cornice ad eventi o ricevimenti. Di fatto è lunica struttura della piazza a vantare un utilizzo degno delle sue potenzialità. Di fronte a Palazzo Villafranca sorge lex Tribunale militare. Chiuso anchesso di recente per il taglio alle spese dello Stato, ha visto il trasferimento in blocco dei suoi funzionari. «Ora gli uffici sono vuoti in attesa che Roma decida che utilizzo fare della struttura in futuro - dice il colonnello Virgilio Savarino, addetto stampa della Regione militare Sud - ma nessuna presa di posizione concreta è ancora giunta dal ministero. Per il momento ci stiamo occupando di sgomberare gli uffici e fare linventario». Accanto allex Tribunale militare si trova laltro edificio pubblico ancora attivo nella piazza, il dipartimento di Politica, Diritto e Società della facoltà di Scienze politiche, frequentato dai numerosi studenti che di giorno ravvivano la piazza. La notte invece, frotte di giovani si radunano in piazza attirati da un locale sopravvissuto al degrado: il bar Carlo V. «Apriamo ogni sera ormai da 30 anni - dice Giuseppe, titolare del locale - ma dobbiamo fare i conti con linciviltà della gente: spesso il bar si ritrova circondato da rifiuti che non vengono rimossi. E diciamo pure che per chi viene qui a svagarsi non è proprio una bella accoglienza».