Il complesso della Salute e la Punta della Dogana: spartiacque tra il Canal Grande e il canale della Giudecca, segnano scenograficamente lingresso al bacino di San Marco. È nella lingua di pietra di questo campo carico di magiche visioni lagunari, proprio sotto e davanti agli atlanti in bronzo di Bernardo Falcone che sorreggono una palla doro - il mondo - che troverà posto una scultura per François Pinault simbolo della contemporaneità: un fanciullo nudo, alto due metri, in acciaio satinato (e inossidabile) che sorregge una rana. E unopera di un artista americano, Charles Ray, 57 anni, originario di Chicago, dispirazione minimalista che da sempre lavora sulla spersonalizzazione e la clonazione delluomo. È un intervento importante e strategico. Charles Ray con il suo fanciullo, studiato e progettato per questarea, modificherà la visione e il profilo della Salute, sempre lo stesso da un paio di secoli, per annunciare ai veneziani, ai visitatori che la Dogana da Mar, con i suoi arconi in pietra e i mattoni a vista, è ormai un museo darte contemporanea dove è esposta, contemporaneamente a Palazzo Grassi, la collezione Pinault. I giorni di apertura sono gli stessi della Biennale di arti visive (dal 6 giugno) ma, così tutti dicono, non vè concorrenza: solo una concomitanza. Quella di Charles Ray non è lunica sorpresa che attende i visitatori. La Dogana è stata restaurata dallarchitetto giapponese Tadao Ando. Non si è limitato a un sapiente e attento restauro: colori tenui, pietra dIstria a vista, incredibili e intoccabili vedute del Canal Grande e della Giudecca che entrano direttamente nelle sale dalle vetrate ottocentesche. Allinterno Ando ha costruito un gigantesco cubo in cemento, usando i suoi cassoni a cera, quasi una casa nella casa, con tanto di scale per salire e scendere. Il nuovo museo ha però una forma triangolare che ha sulla punta il caffè, forse il più bello del mondo, con dentro unesposizione curata da Alison M. Gingeras e Francesco Bonami subito resa spettacolare nel grande salone dingresso da uninstallazione di Gonzalez-Torres e da una scultura in resina di Rachel Whiteread. Comincia così un viaggio nella contemporaneità internazionale lungo il quale si incontrano Sigmar Polke, Mike Kelly, FischliWeiss... Due soli gli italiani: Rudolf Stingel, con tre nuove opere, e Maurizio Cattelan con un cavallo che entra quasi misteriosamente dentro il muro. Con Palazzo Grassi trecento le opere esposte di 60 artisti diversi. E a Punta della Dogana, in più, la laguna. P.V.