Confronto tra Settis e Mussari sul futuro del patrimonio artistico Il dibattito, voluto dalla Fondazione del consiglio regionale, sarà moderato da Bruno Manfellotto direttore del Tirreno PISA. È possibile un'alleanza tra pubblico e privato sui beni culturali? Con quali modalità e a quali condizioni? Sarà questo il tema di un confronto promosso dalla Fondazione del Consiglio regionale, al quale parteciperanno Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, e Giuseppe Mussari, presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena. L'appuntamento è a Pisa, lunedì prossimo, alle 17.30, in Piazza dei Cavalieri (Sala Azzurra della Scuola Normale Superiore, Palazzo della Carovana). Coordinerà il confronto il direttore del Tirreno, Bruno Manfellotto. Tema arduo quello dei beni culturali, al tempo della crisi globale. «Proprio per questa ragione è strategico riproporlo oggi, affrontando il ragionamento sulle risorse da destinare - spiega Fabiana Angiolini, la presidente della Fondazione del consiglio regionale - di fronte al rischio della marginalità e alla necessità di tutelare il patrimonio artistico. La drastica riduzione di investimenti e di sostegno nei settori dell'istruzione, della ricerca e della cultura in genere suscita allarme e preoccupazione. La grave crisi ci pone di fronte ad una scelta: riproporre vecchi modelli, rievocando il ripristino di tradizionali, e insufficienti, linee di intervento pubblico, o cogliere l'occasione per sperimentare nuove alleanze tra strategie pubbliche e volontà di soggetti privati?». E ancora, «quali le priorità su cui le istituzioni rappresentative e l'amministrazione statale devono puntare? Quali le competenze da esaltare? E una regione come la Toscana, da sempre all'avanguardia nel dibattito sulle questioni dei beni culturali, quali strategie è chiamata a elaborare?». Le questioni sul tavolo sono molteplici e complesse. Il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, che parteciperà ai lavori con un intervento di saluto, ne pone alcune: «Gli investimenti sulla via Francigena e la sua integrale ricostruzione in Toscana», così come «la collaborazione tra pubblico e privato nella gestione del patrimonio culturale, penso ad esempio a Santo Spirito a Firenze», e l'ipotesi di «consentire "singole adozioni" di beni artistici da restaurare da parte di privati».