Il lavoro svolto negli anni passati dagli uffici tecnici di quattro dei sei Comuni ischitani è stato passato al setaccio nelle scorse settimane, con un risultato deflagrante: otto avvisi di garanzia sono stati infatti indirizzati ai sindaci di Barano, Casamicciola, Forio e Lacco Ameno, e ai rispettivi responsabili degli uffici. I provvedimenti sono stati emessi dalla sezione Ecologia e Ambiente della Procura della Repubblica di Napoli, guidata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara, ed eseguiti contestualmente al sequestro probatorio di decine di fascicoli. Si tratta di faldoni voluminosi, prelevati dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia ischitana, che riguardano centinaia di concessioni edilizie in sanatoria, rilasciate dagli stessi Comuni. Concessioni che fanno riferimento ai due condoni precedenti a quello del 2003 che - come è noto - non è applicabile su un territorio vincolato come quello isolano, così come ha ribadito la Corte costituzionale. La stangata riguarda una ingente quantità di immobili che sono stati realizzati da tempo sull'isola, e per i quali sono risultati - agli atti - una serie di permessi di sanatoria richiesti e rilasciati, appunto ai sensi dei condoni edilizi degli anni 1985 e 1994, con un iter che è apparso affatto convincente ai magistrati. Va sottolineato, del resto, che nel decreto di sequestro a carico degli amministratori dei quattro enti locali e dei tecnici, viene ipotizzato il reato di abuso d'ufficio aggravato e continuato. La motivazione dei giudici è eloquente. Di fatto conferma l'indirizzo di svolta che, da alcuni mesi, è stato impresso nella valutazione del fenomeno «edilizia selvaggia», in tutti i suoi aspetti. In questo caso anche di quelli che sembravano consolidati dal punto di vista delle procedure burocratiche seguite dai Comuni. «I permessi di sanatoria - sottolinea il capo del pool antiabusivismo della Procura Aldo De Chiara - risultano emessi per immobili edificati in area sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale in base a una singolare procedura accelerata, adottata in assenza del preventivo parere della Soprintendenza ai beni ambientali e culturali di Napoli». Mentre i primi cittadini delle isole sono alle prese con le polemiche relative alla scelta di dimettersi in massa, in mancanza di una «modifica legislativa della legge sul condono-ter»; dimissioni poi rientrate in attesa di un incontro annunciato con i rappresentanti del governo, il nuovo segnale della Procura agita ulteriormente le acque, scatenando interrogativi sull'operato delle istituzioni locali. «Stiamo vivendo un momento complesso, comunque porteremo le nostre argomentazioni nelle sedi opportune, restando fiduciosi nell'operato della Procura», sottolinea Tuta Irace, sindaco di Lacco Ameno, che ricorda di «essere in carica solo dal 2007» e, dunque, di aver ricevuto l'avviso di garanzia «in quanto atto dovuto».