Il caso La Finanza recupera anfore e capitelli di grande valore Fioriere di inestimabile valore quelle di un noto albero di Ravello, situato in località Marmorata. Che però ha procurato al titolare della struttura ricettiva una denuncia per omessa comunicazione all'autorità giudiziaria del ritrovamento di beni culturali. Perché le fioriere utilizzate dall'albergatore erano anfore, capitelli corinzi e lapide. Persino sarcofagi che contenevano gerani posti in bella vista dinanzi all'ingresso dell'albergo. Talmente in bella vista che ai finanzieri della sezione operativa navale di Salerno è bastato cliccare sulla pagina web dell'albergo per accorgersi del patrimonio artistico utilizzato come orpello della struttura. Diventata un vero e proprio museo. Sono 48 i reperti archeologici sequestrati l'altrieri dalle fiamme gialle. Non sono stati portati via tutti perché la maggior parte risultava murata e cementata e, dunque, affidati in custodia giudiziale agli albergatori. Le anfore recuperate sono attualmente poste al vaglio della Soprintendenza ai beni culturali di Salerno che ha partecipato all'operazione battezzata con il nome di Poseidone. Si tratta di reperti romani che hanno almeno 2000 anni. «Le anfore - spiega la funzionaria della Soprintendenza di Salerno, Laura Rota - appartengono ad un arco temporale che va dal terzo secolo a.C. al IV o V secolo d.C. Gli altri oggetti, invece, risalgono molto probabilmente al Medioevo, quando i traffici commerciali tra Roma e la costiera amalfitana erano molto intensi». Quasi sicuramente i beni rinvenuti all'interno della struttura ricettiva della Divina provengono dal mare, recuperati all'interno di relitti affondati nel Golfo di Policastro o a Punta Licosa. Ma solo uno studio più dettagliato potrà stabilire con certezza la loro reale provenienza. Dal punto di vista investigativo, si esclude, per il momento, che l'albergatore abbia avuto contatti con i cosiddetti tombaroli. Dal 2003 sono stati sequestrati 382 reperti e denunciate 18 persone. A. C.
SALERNO Ravello, reperti archeologici nell'hotel
Il caso La Finanza ha recuperato anfore e capitelli di grande valore da un albergo di Ravello. L'albergatore è stato denunciato per omessa comunicazione all'autorità giudiziaria del ritrovamento di beni culturali. Le fioriere utilizzate dall'albergatore erano anfore, capitelli corinzi e lapide, tra cui sarcofagi con gerani. Sono stati sequestrati 48 reperti archeologici, tra cui anfore romane con almeno 2000 anni. La Soprintendenza ai beni culturali di Salerno ha partecipato all'operazione e ha iniziato a valutare i reperti. Gli oggetti recuperati risalgono al terzo secolo a.C. al IV o V secolo d.C. e al Medioevo.
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