I costruttori veneti scendono in campo dopo lo stallo del provvedimento che dovrebbe rianimare il mercato edilizio Ance, appello bipartisan al consiglio regionale per approvare subito la legge Basta con i giochetti da retrobottega della politica, a cominciare dal fatto che non si sa mai se in consiglio regionale, complice l'incalzante campagna elettorale, verrà raggiunto oppure no il numero legale per andare avanti con i lavori. Sul tavolo c'è il Piano Casa regionale e il piatto dell'edilizia piange posti di lavoro perduti e ore di cassa integrazione moltiplicate. Perciò l'Ance l'associazione di categoria che rappresenta i costruttori ha deciso di partire con il pressing: «Stop alle beghe politiche», è l'avvertimento di Stefano Pelliciari, presidente di Ance Veneto. E Leonardo Antonio Cetera, che guida i costruttori padovani, ha inviato una lettera-appello ai consiglieri, di maggioranza e di opposizione, in cui vengono messe nero su bianco stime occupazionali da brivido per il settore: «Quattromila occupati in meno a Padova e ventimila nel Veneto per il 2009, se non ci sarà un'inversione di tendenza». «Piano casa subito o ventimila licenziati» Ance, appello bipartisan al consiglio regionale: stop alle beghe politiche, vi teniamo d'occhio VENEZIA Basta con i giochetti da retrobottega della politica, a cominciare dal fatto che non si sa mai se in consiglio regionale, complice l'incalzante campagna elettorale, verrà raggiunto oppure no il numero legale per andare avanti con i lavori. Sul tavolo c'è il Piano Casa e il piatto dell'edilizia veneta piange posti di lavoro perduti e ore di cassa integrazione moltiplicate. Perciò l'Ance l'associazione di categoria che rappresenta i costruttori - ha deciso di partire con il pressing: «Stop alle beghe politiche - è l'avvertimento di Stefano Pelliciari, presidente di Ance Veneto , nei prossimi giorni ( il consiglio regionale torna a riunirsi domani e giovedì, ndr) monitoreremo attentamente i lavori in aula per renderci conto di chi, sia nella maggioranza che nell'opposizione, rema contro il provvedimento». E Leonardo Antonio Cetera, che guida i costruttori padovani, ha inviato una lettera-appello ai consiglieri, di maggioranza e di opposizione, in cui vengono messe nero su bianco stime occupazionali da brivido per il settore dell'edilizia: «Quattromila occupati in meno a Padova e ventimila nel Veneto per il 2009, se non ci sarà un'inversione di tendenza». Cetera lancia un messaggio preciso alla politica veneta: del Piano casa c'è bisogno adesso. «In vista di una sua approvazione immediata - suggerisce l'Ance padovana - , ci auguriamo che si rifletta sull'opportunità di una sua parziale e intelligente riduzione, con un accordo tra maggioranza e minoranza, anziché insistere in un inutile e infruttuoso testa a testa». Aggiunge il presidente regionale Pelliciari, a sottolineare l'impatto economico del Piano: «Considerando soltanto le villette mono e bifamiliari, che nel Veneto sono 831 mila, un'indagine del Cresme ci dice che più del 10 per cento dei proprietari è intenzionato a investire nella propria casa, migliorandola. Le ricadute economiche sarebbero tali da trasformare la crisi in un vero e proprio boom». Appunto. Gianfranco Bettin, rappresentante dei Verdi in consiglio regionale, ribadisce la sua posizione: «Vanno considerate le esigenze del settore ma anche quelle del territorio. Il Piano Casa non può trasformarsi in una liberatoria, del tipo andate e cementificate. O vogliamo altri capannoni vuoti, dopo quelli che abbiamo ereditato dalla legge Tremonti?». Franco Frigo, consigliere del Pd nonché addetto ai lavori (è ingegnere e architetto), tocca il punto nevralgico: «È l'articolo 3 del Piano, quello che prevede la rottamazione degli edifici esistenti con un aumento di superficie fino al 40 per cento per la nuova costruzione. L'attuale formulazione - spiega Frigo - è rischiosa. Se su questo punto ci sarà la volontà di discutere da parte della maggioranza, allora il Piano potrà procedere. Ma non si è ancora capito se la Lega, per esempio, vuole davvero che il Piano Casa venga approvato subito oppure no». Non si nasconde Renzo Marangon, assessore al Territorio nella giunta Galan: «L'Ance mette tutti noi davanti alle proprie responsabilità. Alla mia maggioranza dico: domani dobbiamo essere in aula. All'opposizione ribadisco: un buon numero dei loro emendamenti di merito sono condivisibili. Siamo pronti a ragionare». Chiosa, con una punta di amaro scetticismo, il presidente dell'Ance Pelliciari: «Sapete qual è il vero problema? In Italia ci sono troppe elezioni e troppe campagne elettorali».
VENEZIA Piano casa o ventimila licenziati
L'Ance, associazione di categoria dei costruttori, ha lanciato un appello bipartisan al consiglio regionale per approvare il Piano Casa regionale e prevenire posti di lavoro perduti e ore di cassa integrazione moltiplicate. L'associazione ha inviato una lettera ai consiglieri, in cui vengono messe nero su bianco stime occupazionali da brivido per il settore dell'edilizia: quattromila occupati in meno a Padova e ventimila nel Veneto per il 2009, se non ci sarà un'inversione di tendenza. L'Ance chiede un'inversione di tendenza e richiede che il Piano Casa venga approvato subito.
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