Neapolis, il profilo del cuore greco-romano. Pochi gradini per uno straordinario viaggio nel tempo lungo quasi 2500 anni: è la magia degli Scavi archeologici di San Lorenzo Maggiore - i più importanti dell'intero centro storico - che da oggi saranno ancor più belli e suggestivi grazie ad una sensibile estensione dell'area visitabile. Il nuovo percorso archeologico che parte dal chiostro della basilica di via Tribunali è stato realizzato dopo gli interventi nel complesso conventuale e in pratica raddoppia la lunghezza della passeggiata sotterranea. Ma, ovviamente, non è solo una questione di metri: gli scavi, eseguiti dalla Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, hanno riportato alla luce decorazioni, mosaici ed edifici di grande interesse. Come, ad esempio, la profonda vasca che contiene un complesso impianto di ingegneria idraulica datato IV-III secolo avanti Cristo, la cui esatta funzione non è stata ancora individuata ma che probabilmente serviva a regolamentare il flusso delle acque di superfice in una zona caratterizzata da un'orografia non facile. Grazie alla sinergia tra ministero dei Beni culturali e ambientali, l'Ordine dei Frati minori conventuali, gli enti locali e, soprattutto, ai finanziamenti comunitari, è stato dunque possibile riprendere lo scavo di un settore dell'area archeologica già parzialmente messo in luce negli anni '80 ma non recuperato per carenza di fondi. Ai restauri si sono aggiunte delicate opere strutturali che hanno permesso il collegamento di parti sotterranee che si presentavano fisicamente separate dalle fondazioni del convento di età angioina. E l'attento lavoro degli archeologi ha permesso di restituire unitarietà all'edificio antico che era stato scoperto nel settore sud-occidentale, una vasta costruzione, forse una schola, sede di corporazioni sacre o artigianali, e che si caratterizza sia per una maggiore antichità sia per la presenza di decorazioni e pavimenti di pregio. Lo scavo di San Lorenzo Maggiore - presentato ieri mattina dal sovrintendente Pietro Giovanni Guzzo, dai francescani Angelo Palombo e Eduardo Scognamiglio e dall'archeologa Daniela Giampaola che illustrato il percorso al governatore Antonio Bassolino - come spesso accade nell'archeologia urbana partenopea, ha evidenziato l'incredibile «stratificazione » che lega in un'unica successione planimetrica e funzionale le diverse epoche, dalle origini greche all'oggi passando i periodi tardo antichi e medievali. Una meraviglia solo napoletana, che il sovrintendente Guzzo ha giustamente sottolineato: «Napoli è una città che è stata abitata fin dall'età arcaica e la necropoli in via Nicotera (VII secolo avanti Cristo) ne è un esempio. Ha continuato negli anni senza fermarsi mai, grande città di cultura greca e poi l'epoca bizantina. Insomma c'è una continuità impressionante di vita dall'antichità a oggi. Abbiamo due città - ha concluso una sopra l'altra e lo si vede dai lavori della metropolitana. Certo c'è molto da fare e bisogna combinare saggiamente quello che era la città di ieri con quella di oggi per costruire la città di domani ». Un punto, quest'ultimo, su cui sono tutti d'accordo: c'è ancora molto da fare, nel centro antico come nelle altre zone, a cominciare dalla Sanità, dove le tombe greche sono sempre abbandonate al degrado. C'è tanto da salvaguardare, tantissimo da scavare e c'è, non dimentichiamolo, da riuscire a tener aperti al pubblico i siti più belli. Anche perché il Maggio, come è noto, dura solo qualche weekend.
NAPOLI - San Lorenzo, la magia raddoppia
Neapolis, il cuore greco-romano, è stato oggetto di un'importante estensione dell'area visitabile degli Scavi archeologici di San Lorenzo Maggiore. Il nuovo percorso archeologico, realizzato dopo gli interventi nel complesso conventuale, raddoppia la lunghezza della passeggiata sotterranea. Gli scavi hanno riportato alla luce decorazioni, mosaici ed edifici di grande interesse, tra cui una profonda vasca con un complesso impianto di ingegneria idraulica datato IV-III secolo avanti Cristo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo