L'inchiesta Roberti: «Le case abusive vanno demolite e basta» Il procuratore: «È uno dei nostri primi obiettivi» «Le costruzioni abusive vanno demolite e basta». Categorico il procuratore capo del Tribunale di Salerno, Franco Roberti, che ieri ha partecipato a Cava de' Tirreni alla cerimonia di inaugurazione della nuova sede del commissariato di pubblica sicurezza in viale Marconi, insieme al vicequestore della Polizia, Francesco Cirillo e a tutte le autorità civili e religiose del territorio. Non si mostra meravigliato del fatto che le demolizioni di costruzioni abusive in provincia di Salerno sono state e costituiscono tuttora un'eccezione. Né tanto meno, però, fa presagire che la situazione sul fronte abusi resterà sempre la stessa. «E se sono occupate - aggiunge - prima vanno sfrattate e poi abbattute. E nulla c'entra la crisi economica. Si tratta semplicemente di un dovere istituzionale». Del resto, il nuovo procuratore capo di Salerno lo disse chiaramente il giorno successivo al suo insediamento: «Insisteremo soprattutto sui reati ambientali». E, ieri mattina, lo ha ribadito: «Questo è uno dei primi problemi e dei primi obiettivi che ci poniamo - dice Roberti - sia noi che la Procura generale». Tanto è vero che gli uffici giudiziari salernitani sono già al lavoro. E, anche in questo caso, il procuratore ha le idee chiare. «È necessario promuovere un coordinamento tra le due procure, quella di Napoli e quella di Salerno, sotto la supervisione della Procura generale - spiega - per adottare criteri e modalità omogenei da applicare nelle procedure di demolizione». L'autorità giudiziaria non deve fare sconti a nessuno. «Vero è che - ammette Roberti - sono i singoli comuni a dover procedere alle demolizioni, ma l'autorità giudiziaria non può aspettare l'azione dei comuni, perchè possiede mezzi e strutture per farlo autonomamente». Da qui, dunque, la promozione di una sorta di protocollo giuridico tra i diversi uffici campani della procura. «Le sentenze di abbattimento vanno eseguite» ripete, complimentandosi con il sindaco di Cava, Luigi Gravagnuolo. «So che qui - conclude - di demolizioni ne sono state eseguite abbastanza». L'ultima costruzione abusiva nel comune metelliano è venuta già qualche settimana fa. «È stato il proprietario stesso ad abbatterla», racconta Gravagnuolo che, anche se non lo ammette, ci tiene al suo primato di sindaco «demolitore». Cinque case in zona ad alto rischio idrogeologico sono state tutte rase al suolo. Resta un pacchetto di undici abitazioni, di cui una è stata abbattuta dal proprietario, e le altre dieci insistono in zona paesaggistica. E che il sindaco, in tal caso, però, sta cercando di conservare. Assumendo anche una posizione contrastante con la Soprintendenza. Se da un lato Gravagnuolo insiste sulla natura di interesse pubblico dell'area sui cui sono state realizzate le abitazioni, la Soprintendenza ha espresso parere negativo, propendendo per l'abbattimento. «Domani - aggiunge il primo cittadino - si riunirà il consiglio comunale per deliberare sul preminente interesse pubblico alla conservazione delle case». Ma, non è che l'interesse pubblico coincida con la crisi economica che sta mettendo in ginocchio il Paese? «Non è un problema di crisi ammonisce categoricamente Gravagnuolo - qui la crisi non c'entra proprio nulla. Piuttosto si tratta di speculazione edilizia, quella che noi come amministrazione vogliamo combattere a tutti i costi». Angela Cappetta
SALERNO A Cava la Soprintendenza vuole abbattere, il sindaco no
Il procuratore capo del Tribunale di Salerno, Franco Roberti, ha affermato che le case abusive vanno demolite e basta. Ha sottolineato che la demolizione è un dovere istituzionale e non dipende dalla crisi economica. Roberti ha anche ribadito che la Procura generale e gli uffici giudiziari salernitani stanno lavorando per promuovere un coordinamento tra le due procure per adottare criteri e modalità omogenei per le procedure di demolizione. Il procuratore ha anche affermato che l'autorità giudiziaria non può aspettare l'azione dei comuni, ma può agire autonomamente.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo