L'ipotesi potrà essere scongiurata soltanto se le norme verranno trasferite nel decreto Abruzzo I continui rinvii del piano casa allontanano l'entrata in vigore E' a rischio l'entrata in vigore anticipata delle nuove norme tecniche sulle costruzioni e delle nuove disposizioni antisismiche, se il decreto legge sul piano casa tarderà ancora e se il decreto legge 3909 per l'Abruzzo non le recupererà. É questo il quadro che si sta delineando a seguito dell'impasse del provvedimento di urgenza sul Piano-casa che, dal 30 marzo (data in cui fu siglato l'accordo fra regioni e governo) ad oggi non ha ancora visto la luce. La Conferenza delle regioni presieduta da Vasco Errani, anche nell'ultima riunione di giovedì scorso, non ha infatti dato il suo placet al governo (che non ha aderito alle richieste sugli sgravi fiscali del 55 per le costruzioni antisismiche); da ciò la decisione del presidente del consiglio di venerdì di rinviare a questa settimana ogni decisione, in attesa di una nuova riunione delle regioni prevista per domani e nella speranza di una intesa tecnica che possa portare il testo all'approvazione del consiglio dei ministri. C'è però anche il rischio concreto che il decreto non veda la luce e in questo caso le conseguenze che si determinerebbero non sarebbero di poco conto. Nello schema di decreto legge sul piano-casa sono infatti contenute alcune norme di particolare rilievo per la sicurezza degli edifici pubblici e privati e, in particolare, di quelli in zona sismica; se questi articoli non entreranno in vigore rapidamente con il decreto legge sul piano casa, rischiano di finire nel nulla, lasciando scoperta anche la fase di ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. La prima e più delicata disposizione è quella che riguarda l'entrata in vigore delle nuove norme tecniche sulle costruzioni (d.m. 14 gennaio 2008 con la circolare n. 617 del 2 febbraio 2009) per le quali il governo, nello schema di decreto legge sull'edilizia, ha previsto l'entrata in vigore a partire dal 30 giugno 2009, invece che dal 30 giugno 2010, come attualmente previsto dalla legge 209. Un'altra disposizione a rischio è quella che impone al progettista di provare documentalmente il rispetto della normativa antisismica per tutti gli interventi che riguardino parti strutturali degli edifici; in caso contrario l'intervento non può essere realizzato e non possono neanche essere concessi benefici economici, fiscali o urbanistici. Infine è nello schema di decreto legge sull'edilizia e rischia di non vedere la luce anche la norma sulle compravendite di nuovi edifici (costruiti dopo l'entrata in vigore del decreto legge), per le quali, a pena di nullità dell'atto, è previsto che debba essere indicato l'estremo del certificato di collaudo statico dell'immobile, predisposto da un ingegnere o da un architetto. Le tre norme, nella bozza del decreto dopo il sisma, rischiano di rimanere nel limbo se il governo non prenderà al più presto una decisione. Il treno sul quale potrebbero salire, sta però passando ed è rappresentato proprio dal decreto legge 3909 sul terremoto abruzzese che da ieri è in aula alla Camera, dopo che in commissione è stato già modificato con diversi emendamenti dell'opposizione e della maggioranza. Il testo che viene portato all'attenzione dell'assemblea di Montecitorio non prevede, ovviamente, le tre disposizioni citate, dando quasi per scontato che esse siano varate con il decreto legge sul piano casa attualmente bloccato. Se giovedì prossimo non si sbloccherà l'impasse con le regioni, è però probabile che il governo con tre emendamenti ad hoc, provvederà a porre rimedio a quello che potrebbe diventare un pericoloso vuoto normativo per la ricostruzione post terremoto. Intanto il provvedimento di urgenza che va in aula, per quel che riguarda la realizzazione degli interventi, contiene alcuni profili di interesse soprattutto sulla prevenzione delle infiltrazioni della malavita organizzata. Una disposizione ad hoc si occupa della prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata affidando un ruolo di coordinamento al Prefetto di L'Aquila, supportato dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza sulle grandi opere. Inoltre, attuando l'ordinanza della protezione civile del 30 aprile, con deliberazione n. 42 del 7 maggio anche l'Autorithy per la vigilanza ha costituito la struttura per la ricostruzione in Abruzzo, per garantire la trasparenza, l'economicità delle procedure di affidamento ed esecuzione dei contratti. Infine, accogliendo le richiesta dei costruttori, sarà costituito in prefettura, l'elenco di appaltatori «non soggetti a rischio di inquinamento mafioso».
EDILIZIA E APPALTI. Edilizia, l'antisismica può slittare
Il governo italiano è bloccato nell'approvazione del decreto legge sul piano casa, che dovrebbe entrare in vigore entro il 30 giugno 2009. Le norme tecniche sulle costruzioni e le disposizioni antisismiche sono a rischio di non entrare in vigore, se il decreto non viene approvato entro breve. Il governo ha previsto l'entrata in vigore delle nuove norme tecniche sulle costruzioni a partire dal 30 giugno 2009, ma la legge attuale previene l'entrata in vigore a partire dal 30 giugno 2010. Le norme antisismiche sono state previste per garantire la sicurezza degli edifici pubblici e privati in zona sismica.
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