PATRIMONIO. Siglato l'atto definitivo per il passaggio dell'ex caserma dallo Stato a Palazzo Barbieri. Per il recupero si confida nei proventi da alienazioni, ma non solo Servono 70-80 milioni per sistemarlo, si pensa anche a interventi esterni Confermata la destinazione per Cignaroli, Arena e circoscrizione L'ex Arsenale militare ora è del Comune. L'atto di permuta definitivo è stato siglato ieri dall'assessore al Patrimonio, Daniele Polato, e dal direttore dell'agenzia veneta del Demanio, Piergiorgio Allegroni. La monumentale struttura austriaca è stata ceduta al Comune in cambio dell'immobile comunale di via Gelmetto a Cadidavid che ospita la caserma "Pietro Schiavo". A conguaglio, Palazzo Barbieri, ha pagato 594mila euro. L'assessore Polato parla di «un traguardo importante per l'amministrazione comunale che conclude con successo, dopo più di 20 anni, un'operazione patrimoniale di forte interesse per la città, riconoscendo al Comune il definitivo e pieno possesso dell'area dell'ex Arsenale. Ora, finalmente, avremo tutti i titoli per recuperare il compendio ed utilizzarlo». L'operazione era stata avviata nel 1984. «Nell'ottobre 2007», afferma l'assessore, «ci accorgemmo che l'Arsenale non era ancora nostro, per cui abbiamo dovuto darci da fare per ricostruire mappature catastali, frazionamenti, particelle, un lavoro enorme completato dai nostri tecnici». Il primo atto ufficiale risale al 1986, con la sottoscrizione del primo contratto preliminare di permuta tra il Comune di Verona e l'Intendenza di Finanza. Con l'atto siglato ieri l'amministrazione comunale acquisisce l'area dell'ex Arsenale, del valore di 7milioni e 927 mila euro. Il valore della caserma Schiavo è di 7 milioni e 334 mila euro. Per i lavori di ristrutturazione e di riqualificazione dell'ex compendio militare austriaco si sono preventivati costi per circa 80 milioni, una sessantina in meno rispetto a quelli ipotizzati nel progetto dell'architetto inglese David Chipperfield. In origine il progetto, presentato nel 2002 alla fine della seconda amministrazione di Michela Sironi, prevedeva il trasloco nell'ex struttura militare, da Palazzo Pompei, del museo di Storia naturale per il quale Chipperfield aveva disegnato un'avveniristica struttura "trasparente" collegata con aree per lo svago e il tempo libero immerse nel verde. Le risorse per la riqualificazione, fa sapere Polato, saranno in parte reperite dalle alienazioni immobiliari programmate dal Comune. In particolare dalla «valorizzazione» della cubatura edificabile dell'area dell'ex Polo Finanziario che il Comune vuole acquisire dalla Fondazione Cariverona tramite la permuta di Palazzo Forti. Ma nell'ex Arsenale potranno intervenire anche i privati tramite project financing. A grandi linee, spiega Polato, il progetto di ristrutturazione prevede la trasformazione dell'attuale palazzina Comando in spazi espositivi a servizio del museo di Castelvecchio e per iniziative culturali, il trasferimento nella parte ovest degli uffici e della sala prove della Fondazione Arena e, nel padiglione est, dell'accademia Cignaroli. Negli ex capannoni austriaci troverano posto anche i reperti del museo di Storia naturale ora conservati a Palazzo Gobetti. «Nell'edificio centrale, che sarà il cuore pulsante di tutta la struttura», aggiunge Polato, «troveranno posto gli uffici della circoscrizione, della polizia municipale, sedi di associazioni, spazi per anziani e bambini, ma anche luoghi di ristorazione e per lo svago». Il contratto con il Demanio ha infine permesso di destinare definitivamente alla parrocchia di San Francesco l'area adibita a parcheggio, che è di proprietà comunale. E.S.