Cantieri per 23mila abitanti in 147 aree tra centro e periferia Sbloccati dieci milioni di metri quadrati, Palazzo Marino stima occupazione per 100mila persone Il Pd: "Ma il mercato non sta rispondendo" Dieci chilometri quadrati e mezzo di città tornano edificabili. Lo annuncia lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli, dando le cifre delloperazione B2. Si chiamano così le aree in cui «per trentanni - continua Masseroli - non si è potuto costruire, ristrutturare, demolire. La vera rivoluzione urbanistica è riqualificare la città in ambiti rimasti degradati per decenni». Le B2 sono spazi di risulta rimasti fuori dal Piano regolatore, siti sottoposti a vincoli scaduti, resti mai sistemati dai tempi della guerra (come in via Torino). Non sono tutte libere, anzi spesso si è costruito ma ad altezze inferiori a quelle circostanti. Sono 147, di cui 17 in centro, e cè di tutto: dalla Pescheria da Claudio in via Ponte Vetero al discount e alla trattoria in via Varesina. Altre B2 sono in via Oriani, via Tortona, piazzale Lodi, a Baggio, a Brera, a Dergano, attorno alla stazione Centrale, a Chiaravalle nel borgo vicino allabbazia. Il consiglio comunale ha già dato il via libera, la novità sono le stime dellUrbanistica: 10 milioni e 500.000 metri quadrati di proprietà fondiaria interessata (quasi un sesto del territorio comunale), destinati per il 75 a residenza per 23.000 nuovi abitanti. «Un piano-casa alla milanese», osserva Masseroli. Fra nuove edificazioni e riqualificazioni dellesistente si potrebbero costruire case per un milione e mezzo di metri quadrati in più, al valore di 6 miliardi e dando lavoro a 100.000 persone, due terzi nei cantieri e il resto nellindotto. Il Comune incasserebbe 120 milioni di oneri di urbanizzazione. Una stima più prudenziale, senza riqualificazioni, dimezza tutte le cifre. Masseroli ne ha parlato ieri a una platea di potenziali operatori: «Quando ho chiesto chi era pronto a partire, si è alzato un centinaio di mani». È la fine della «vecchia Milano» superstite, delle case basse (che saranno alzate), dei laboratori artigiani? Lo teme Vladimiro Merlin, capogruppo di Rifondazione: «Non sono contemplate aree a standard, vale a dire per verde, parcheggi, asili o altre strutture pubbliche. Gli standard sono tutti esauriti dal Piano regolatore in vigore». Un altro problema è che le proprietà sono frazionate, il mercato non tira, gli oneri passivi accumulati negli anni sono notevoli, in molti casi si dovrà passare da una trattativa con il Comune (con i permessi convenzionati). Potrebbero mancare i soldi o linteresse per edificare. «Gli uffici ci hanno detto che sono state presentate solo cinque richieste», spiega Natale Comotti del Pd. «Sono di più», assicura Masseroli.
MILANO CEMENTIFICAZIONE: Lavori per 6 miliardi. "È il nostro piano-casa"
Il Comune di Milano ha annunciato che 10 milioni e 500.000 metri quadrati di aree inesatte (B2) sono state designate per la costruzione di nuovi edifici, destinati a 23.000 nuovi abitanti. Queste aree sono state identificate come aree di risulta, ristrutturabili e degradate per decenni. Il piano prevede la costruzione di case per 1,5 milioni di metri quadrati, al valore di 6 miliardi, e la creazione di 100.000 posti di lavoro. Il Comune stimata che il mercato non risponderà alle richieste di costruzione, ma Masseroli ha affermato che ci saranno operatori pronti a partire.
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