Non c'è l'ok dal Comune. Dall'affare è uscito Marcellusi Ancora in alto mare la "città russa" a Vittoria Apuana Sette ville extralusso da vendere a facoltosi clienti russi, una piccola Mosca vicino al parco della Vittoria. Dovevano essere consegnate quest'estate, invece il cartellone «Vendesi ville» è ancora ben visibile in via Donati. Anche se - rispetto a due anni fa - sono cambiati gli "intestatari" della pubblicità. I lavori non sono mai partiti, il cantiere aperto poco distante appartiene a un altro lotto. Dall'annuncio del progetto sono passati due anni. Proprietaria del terreno dove dovrebbero sorgere le ville è diventata la Lagare spa, società immobiliare con base a Milano. Che attende ancora il definitivo via libera da parte del Comune per poter posare il primo mattone. «Un'Olgiata in miniatura», così era stato definito il progetto, luglio 2007, dall'ingegnere massese Federico Marcellusi, ispiratore del business assieme al suo socio, un uomo d'affari russo la cui identità non era stata rivelata. I lavori - aveva assicurato l'ingegnere - sarebbero potuti partire già dall'ottobre 2007. Il tempo di avere i permessi, gli stessi che impediscono oggi l'avvio dei lavori da parte di Lagare, e per l'estate 2009 le ville avrebbero potuto essere consegnate. «I permessi - illustra l'architetto Sandro Giannecchini, dirigente comunale - vengono rilasciati in modo progressivo, non tutti insieme. Il terreno in questione ha avuto nel tempo diversi passaggi di proprietà, rallentando l'iter del rilascio dei permessi». Marcellusi mira in alto, nel luglio 2007: un villaggio vip per i russi, ville da 6 milioni di euro con piscina, lusso ovunque e sistemi di sicurezza all'avanguardia. Accoglienza, manutenzione della casa e servizi sarebbero stati assicurati da Natalia Palkina, moglie russa di Marcellusi. Il primo dubbio sul successo dell'iniziativa nasce dallo stile di vita dei russi, che vanno a Forte proprio per stare isolati e non per ritrovarsi poi vicini di casa. Ma è solo l'inizio. Il terreno nell'estate del 2007 è di proprietà della Effediemme srl con sede a Carpi (Modena). Marcellusi sostiene di aver rilevato, insieme al socio russo, il 100 della società. A quanto risulta però, non si arriva alla formalizzazione del passaggio di proprietà. Il progetto di Marcellusi diventa di dominio pubblico nella seconda metà di luglio. Pochi giorni dopo uno dei soci della Effediemme, Luca Giardi, conferma le trattative con l'ingegnere massese ma nega che la società sia passata di mano ufficialmente. C'è l'annuncio, c'è il progetto molto ambizioso, ma ancora non il pezzo di carta che sancisce il passaggio. Quattro mesi dopo, novembre 2007, tutte le quote delle Effediemme vengono effettivamente cedute. Non a Marcellusi però. A concludere l'affare, secondo quanto risulta dai documenti in possesso del Tirreno, è la società immobiliare Lagare spa, attiva soprattutto a Milano e Venezia. La valutazione delle quote è di tredici milioni e mezzo di euro (le cronache dell'estate 2007 raccontano che l'ingegnere massese avrebbe ottenuto il controllo della società modenese per 12 milioni di euro). Da quel novembre non avvengono ulteriori passaggi di proprietà del terreno, di oltre 10mila metri quadrati. L'antico progetto, sette ville indipendenti su due livelli con piscina, è ancora attuale. Le metrature - fanno sapere dalla società milanese - variano da un minimo di 270 a un massimo di 350 metri quadrati. «Contiamo di avere a breve tutti i permessi necessari - spiega Ilda Saibene dell'ufficio commerciale - poche settimane fa i nostri tecnici sono andati in Versilia per capire a che punto siamo». Secondo quanto risulta alla società milanese, l'iter è stato completato (con tanto di via libera da parte della soprintendenza): «Aspettiamo solo di pagare gli oneri di urbanizzazione», spiegano dalla Lombardia. Il cartellone che pubblicizza le ville invita ad affrettarsi, sono le ultime occasioni. «Ci sono stati contatti, anche clienti russi interessati all'acquisto. Ma al momento nessun tipo di accordo è stato firmato». E, anzi, non è nemmeno improbabile che alla fine le ville finiscano in mano a qualche (facoltosissimo) italiano.