Provenienti dal casertano, erano finiti in un'isola greca Due affreschi bizantini, rubati nel 1982 in una chiesa rupestre del casertano, sono rientrati in Italia, dalla Grecia, dove erano stati recuperati dalle autorità. Le due opere antiche, che sul mercato nero valgono mezzo milione di euro, sono state trovate dalle autorità elleniche nell'isola di Schinoussa, nella casa della sorella di Cristo Michailidis, un noto trafficante di beni archeologici, insieme a una serie di altri reperti. Grazie a una attenta attività di ricostruzione, i militari hanno potuto stabilire con certezza l'appartenenza dei due affreschi alla chiesa rupestre 'Grotta delle Formelle', dell'area archeologica di Calvi Vecchia, nel casertano. Così hanno invitato il direttore del museo bizantino e cristiano di Atene, Dimitrios Konstantios, consulente dei giudici greci, a venire a verificare di persona. Proprio nelle pareti della grotta, infatti, era stata portata via una porzione di roccia che coincideva perfettamente con gli affreschi. Konstantios ha preso atto dell'evidenza e ha così dato indicazione alle autorità greche di restituire i reperti, che sono tornati in Italia nel marzo scorso.