A rischio i fondi per le case Sichi: «La delibera va approvata entro il 27» LUCCA. Se entro mercoledì 27 la delibera di assegnazione dei fondi stanziati dalla Regione non sarà approvata dal consiglio si perderà la cifra già erogata per gli 8 alloggi della Piaggetta e si metteranno a serio rischio anche gli ulteriori 24, sempre alla Piaggetta e i 16 previsti in via Vecchi Pardini: case che si pensa di realizzare con i soldi dell'ultimo bando di 130 milioni emesso dalla Regione. Lo dice Antonio Sichi, consigliere di Rifondazione, preoccupato per i ritardi. «Oggi - spiega Sichi - tutti riconoscono che tra tutte le emergenze la casa è quella che, dopo l'occupazione, maggiormente preoccupa le famiglie italiane. Negli ultimi anni il contributo in conto affitto è stata la soluzione più semplice con cui la maggior parte dei comune ha gestito le politiche abitative. Nell'ultimo periodo, grazie ai fondi stanziati dalla Regione Toscana, il Comune di Lucca ha deciso di presentare dei progetti per nuove abitazioni. La proposta è stata dall'assessore regionale Baronti ritenuta meritevole di essere sostenuta e finanziata con 1,1 milioni di euro: stanziamenti destinati alla realizzare di 10 appartamenti. Nella delibera di assegnazione venivano riportate tutte le prescrizioni tra cui, l'immediata cantierabilità delle opere e il ritiro del finanziamento se l'intervento non fosse partito entro sei mesi. Il tempo per rispettare gli impegni presi con la Regione scade alla fine di luglio e ancora la pratica di conformità urbanistica dell'area scelta per l'intervento, la Piaggetta a S. Anna, non è sul tavolo dei capigruppo per essere dopo iscritta all'ordine del giorno el consiglio comunale». «Come mai - conclude Sichi - tutti sono d'accordo nel non perdere queste opportunità e poi nessuno si preoccupa nel richiedere al dirigente del settore la firma sull'atto. Quando invece su tutto quanto riguarda l'urbanistica privata, si corre a presentare piani attuativi, spesso incompleti o peggio ancora non realizzabili per saturazione dell'area in cui però, paradossalmente qui c'è la firma del dirigente».