Il governo sblocca uno stallo burocratico che durava da dieci anni Adesso il nuovo ente potrà occuparsi del recupero dell'antico monumento che versa in stato di degrado SAN MARCELLO. Sembra sbloccarsi la situazione burocratica che da anni attanaglia il Conservatorio di Santa Caterina, una struttura ormai fatiscente. Il comitato di gestione in carica dal 2001, sin dallo scorso venerdi ha avuto la bella e tanto attesa notizia dal prefetto di Pistoia che il Conservatorio, che fu sede fino agli anni Sessanta di scuola pubblica, è stato iscritto nel registro delle Fondazioni e che quindi adesso, appena saranno effettuate le nomine, sarà un ente giuridicamente riconosciuto a tutti gli effetti. Un bel sospiro di sollievo per il comitato, che si leva fuori dai guai, ma che resta in carica fino a quando il Sovrintendente regionale della pubblica istruzione nominerà un nuovo consiglio di indirizzo, composto da cinque membri cosi suddivisi per cariche e per nomine. Un consigliere sarà nominato dalla diocesi di Pistoia, due consiglieri saranno nominati dal Ministero, un consigliere spetterà al Comune di San Marcello e l'altro toccherà al Credito Cooperativo di Maresca. Dopo queste nomine, che saranno effettuate nel minor tempo possibile, il nuovo consiglio potrà decidere il futuro e si aprono scenari nuovi per il recupero di una struttura che sta cadendo a pezzi, ma che il comitato di gestione attuale ha cercato di recuperare durante tutti questi anni. In primis l'interessamento concreto ed effettivo per la sistemazione del tetto, dopo il terremoto del 1980, della bellissima chiesina di Santa Caterina, aperta solo in circostanze particolari. Non è stato facile ritrovare i vecchi statuti dei Conservatori, i primi atti risalgono al 1816 da parte di Ferdinando II che trasformò le strutture, poi un'altra legge fece seguito nel 1931 e l'ultima è del 2006. Il comitato attuale da quell'anno ha effettuato un lavoro certosino per il completo recupero di tutto il patrimonio e la sua catalogazione (i primi reperti datano 1520), il tutto anche grazie al contributo della Provincia e dalla Caripit.