"Think Thanks" promuove una discussione fra i due manager (e non solo) dopo le polemiche sulla gestione delle risorse del San Carlo Le proposte degli operatori Cicelyn: "Facciamo rete" Peppe Morra: "Troppo pochi i soldi per chi non ha sponsor politici" CONOSCENDO I DUE - si tratta di gentiluomini - non finirà a incontro di pugilato. Anche se nel 2007 Gioacchino Lanza Tomasi e Domenico De Masi si affrontarono a muso duro sulla gestione della cultura, luno da soprintendente del San Carlo, laltro da presidente della Fondazione Ravello, a due anni di distanza si rivedono al tavolo della conversazione dal titolo "Cultura. Non di solo pane...", promosso dal centro di documentazione Think Thanks (oggi alle 18, in via Caio Mario) nellambito del ciclo "Mezzogiorno e un Quarto. Sette incontri per un Mezzogiorno possibile». Un momento di verifica voluto dal Polo interassociativo Bagnoli per lEuropa fondato da Lucio Iaccarino (che si occupa di ricerca e mercato, e funziona con un centro di analisi, un incubatore, una casa editrice, biblioteca e archivio). Al "duello", a cui si assisterà dal vivo, sono stati aggiunti alcuni interventi filmati di manager della cultura di Napoli che bersaglieranno i due con le loro domande, insieme alla moderatrice, Mirella Armiero. Nellestate 2007, quando la crisi del San Carlo appariva al suo punto più alto (Lanza Tomasi si sarebbe dimesso un mese dopo), il presidente di Ravello attaccò lex soprintendente che aveva scritto su "Repubblica Napoli" il 10 agosto: «Si potrà dissentire sulla mia conduzione amministrativa, ma non è stata assente o ignara dei problemi». «Tutti sono capaci di mettere in piedi spettacoli eclatanti e costosi - aveva ribattuto De Masi - ma questi sono tempi di vacche magre e neppure un ente lirico può permettersi impunemente di sperperare miliardi altrui». Immediata la replica di Lanza Tomasi, sempre su "Repubblica Napoli": «Se qualcuno si accingesse a dirigere il San Carlo secondo le proposte di De Masi, il teatro si iscriverebbe fra le aziende culturali di nome ma non di fatto». Due modi diversi di pensare la cultura: De Masi in funzione del rapporto costi-benefici, in una prospettiva di economia della cultura, Lanza Tomasi più tradizionalista. Principali questioni poste dagli "agenti provocatori": Eduardo Cicelyn, direttore del Madre, chiede di «fare rete». Cosa non facilissima, obietta polemicamente Giuseppe Morra, gallerista della omonima fondazione, che rinfaccia al Madre «di prendere 5 milioni di euro di finanziamenti allanno, mentre le fondazioni private che sfuggono alla logica degli sponsor politici raggiungono 5-6000 euro a testa annui». Interloquiscono con i due contendenti anche il direttore della Biblioteca nazionale Mauro Giancaspro, lassessore ed editore libraio Diego Guida, Luigi Morra dirigente delle librerie Feltrinelli e il direttore di Città della Scienza Luigi Amodio, che domanda «una maggiore attenzione alla divulgazione della cultura, funzionale anche alla costruzione di nuovi pubblici».
De Masi e Lanza Tomasi: due modelli a confronto
Il centro di documentazione Think Thanks ha promosso un incontro dal titolo "Cultura. Non di solo pane..." con due manager della cultura di Napoli, Gioacchino Lanza Tomasi e Domenico De Masi, per discutere sulla gestione delle risorse del San Carlo. Lanza Tomasi e De Masi si sono affrontati nel 2007 su questioni di gestione della cultura, con Lanza Tomasi che ha criticato De Masi per aver chiesto finanziamenti al Madre. De Masi ha risposto che il Madre non avrebbe potuto sopravvivere senza finanziamenti. L'incontro Think Thanks ha riportato a mente le questioni poste dai due manager, con interventi filmati di manager della cultura di Napoli e una moderatrice, Mirella Armiero.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo