Tecnici scettici: l'interesse c'è, ma ci sono troppe incertezze Da chiarire le norme per le abitazioni sulla costa. «Anche il Regolamento urbanistico non aiuta» ROSIGNANO. C'è ancora incertezza nell'interpretare il "Piano Casa"; la legge numero 339 è stata recentemente approvata dalla Regione Toscana a seguito dell'accordo del 31 marzo in sede di conferenza unificata Stato, Regioni e enti Locali. Una legge edilizia che ha come obiettivo la messa in atto di "misure urgenti straordinarie - come si legge nella norma stessa - volte al rilancio dell'economia e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente". Una norma che sta facendo discutere soprattutto chi vede, nel paesaggio e nell'ambiente toscano, un valore da proteggere. Ciò che invece è sicuro è che questa normativa sta suscitando l'interesse dei cittadini rosignanesi e di tutte quelle famiglie che intendono ampliare di 1 o 2 stanze la propria abitazione. «Una legge - dicono alcun tecnici che lavorano sul territorio comunale - che più che interessare le aziende edili, è rivolta ai piccoli proprietari, alle famiglie; e sono proprio questi soggetti che stanno mettendosi in contatto con gli studi tecnici per capire se sia possibile ampliare le proprie abitazioni». «L'interesse dei cittadini per questa legge c'è - dice Leonardo Ceccanti - ma a frenare un po' ci sono i vincoli ambientali e paesaggistici. Anche il nuovo Piano Regolatore non aiuta soprattutto nelle aree costiere. Ho presentato una quarantina di proposte di inserimento di progetti avanzati da famiglie, che senza speculare, volevano costruire una casa dove abitare. Ma al momento niente». I cittadini «sono molto interessati a questo nuovo Piano - dice Alessandro Pizzi - ma sono preoccupati di come poi verrà applicato». Intanto si susseguono incontri tra tecnici per capire cosa potrà cambiare. Cosa succede sulla costa. Le interpretazioni sono diverse, compresa quella che le famiglie potranno ampliare di un 20 la propria abitazione anche in aree a vincolo paesaggistico purché il progetto ottenga il bene placet della Sovrintendenza. A cambiare, e di molto, i tempi di attesa: chi ha già i progetti edilizi potrà presentare una Dia (Dichiarazione inizio attività). Innanzitutto la norma è rivolta ai proprietari di villette mono e bifamiliari con superficie lorda non superiore a 350 metri quadrati. L'ampliamento è consentito (rispettando le distanze dai confini) fino al 20 della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare per un massimo complessivo di 70 metri quadrati. Gli edifici non debbono essere collocati all'interno dei centri storici (per le aree urbane) non debbono essere definiti di valore storico e culturale o architettonico dalla pianificazione urbanistica comunale (ad esempio è il caso del castello Pasquini), oppure vincolati quali immobili di interesse storico ai sensi del codice dei beni culturali e de paesaggio (immobili censiti dalla Sovrintendenza come, ad esempio, villa Mirabello a Gabbro o altre ville storiche a Castiglioncello) o collocati in aree di inedificabilità assoluta, oppure inserite nei parchi o riserve regionali e nazionali. Infine gli immobili non debbono essere inseriti in aree soggette a piano attuativo dalla pianificazione urbanistica comunale come, nel caso del comune di Rosignano, l'area chiamata H5. L'ampliamento del 20, spiega ancor la legge, non può comportar modifiche alla destinazione d'uso delle unità immobiliari interessate né un loro aumento. Ma la nuova normativa offre anche la possibilità di demolire e ricostruire ampliando fino al 35 edifici non vincolati, purché, anche in questo caso, non venga modificata la destinazione d'uso, il numero delle unità immobiliari e che le nuove costruzioni si avvalgono di tecniche bio edilizie. Norme fino al 2010. Nel territorio comunale di Rosignano le zone a vincolo sono soprattutto quelle costiere ed in particolare la zona di Castiglioncello, Portovecchio, Caletta ed in parte, Rosignano Solvay. Zone, appunto, tra le più appetibili commercialmente parlando, ma sulle quali proprio la Regione Toscana ha avanzato osservazioni per il carico antropico. Osservazioni che hanno pesato, ed anche molto, sul Regolamento Urbanistico i cui principi, Piano casa o meno, rimangono intatti e validi come dicono i tecnici comunali. La norma rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2010 e tra pochi mesi sarà possibile verificare quante domande di inizio attività verranno comunque presentate agli uffici tecnici comunali.
TOSCANA - Piano casa, l'ampliamento è un rebus
La legge numero 339, approvata dalla Regione Toscana, introduce misure urgenti per il rilancio dell'economia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. La norma è rivolta ai proprietari di villette mono e bifamiliari con superficie lorda non superiore a 350 metri quadrati, consentendo l'ampliamento fino al 20% della superficie utile lorda di ciascuna unità immobiliare per un massimo complessivo di 70 metri quadrati. L'ampliamento non può comportare modifiche alla destinazione d'uso delle unità immobiliari o un aumento del numero di unità.
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