Ischia. Abusi edilizi, ruspe e sanatorie impossibili: i sindaci scendono in campo. «Se il governo non vara la modifica legislativa che rende possibile l'applicazione del terzo condono edilizio nelle isole del golfo di Napoli, domani rassegneremo le dimissioni dal nostro incarico». È questo l'aut-aut con il quale si è concluso un vertice tenutosi nel municipio di Casamicciola, e che apre un conflitto tra le amministrazioni locali e l'esecutivo nazionale. I sindaci annunciano quindi che si dimetteranno per ottenere l'attenzione del presidente del consiglio dei ministri su una questione che è diventata ormai cruciale, dopo la recente decisione della Corte costituzionale che ha sancito l'inapplicabilità del condono-ter nelle aree sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici e, soprattutto, dopo l'avvio della campagna di abbattimenti da parte della Procura. La richiesta di deroga urgente alla normativa entrata in vigore nel 2003, per evitare «l'esclusione delle isole, in considerazione della loro importanza storico-paesaggistica», si accompagna a una scelta politica forte, e senza precedenti, che sta comunque sollevando un vespaio di polemiche. Se da una parte, infatti, per il sindaco di Casamicciola Vincenzo D'Ambrosio, che in questa fase non vede «alternative», è necessario in tempi rapidissimi «catturare la massima visibilità» possibile sulla questione «con un'azione deflagrante», dall'altra gli ambientalisti si scagliano contro. Alla notizia che domani i sindaci, al termine di un nuovo summit, potrebbero consegnare la fascia tricolore, il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo risponde con sarcasmo. «I sindaci dovrebbero dimettersi - fa rilevare Buonomo in un comunicato - per sostenere le battaglie di legalità, non viceversa. È un ennesimo segnale negativo che diamo al Paese - ha aggiunto - e li invitiamo a recedere da tale intenzione. Se poi lo faranno, li invitiamo anche a confermarle, le dimissioni». Lo scontro era annunciato da tempo, ma era partito in sordina. Quindici giorni fa il consigliere di minoranza del Comune di Ischia, Davide Conte, aveva rivolto un appello sul Web, esortando gli internauti a inviare una valanga di lettere a Silvio Berlusconi «contro gli abbattimenti delle prime case, oltre seicento, i cui proprietari hanno presentato regolare istanza di condono-ter». Sarebbe compromesso «il diritto alla casa per centinaia di famiglie», per Conte e gli esponenti politici isolani, ma per la magistratura, la prospettiva è ben diversa. Come si è detto, nei giorni scorsi, la Consulta aveva chiarito il nodo interpretativo sollevato in via incidentale per 140 casi di abusi edilizi da abbattere, dal giudice della sezione distaccata di Ischia del tribunale di Napoli, Angelo Di Salvo, bocciandolo per «la manifesta inammissibilità della questione di legittimità». È stato un passo in avanti decisivo a favore della linea sostenuta dal capo del pool antiabusivismo della Procura, Aldo De Chiara e dal pm Antonio D'Alessio, che ha fatto scatenare, però, la rivolta dei sindaci.