Ecco come il Pgt trasformerà la città Sui confini si aprono al cemento terreni oggi agricoli per "riqualificare" le zone vincolate Ovunque mobilità lenta: per i nuovi abitanti solo parcheggi interrati Il Piano di governo del territorio prevede progetti edilizi su 12 milioni di metri quadrati: la zona più grande è San Siro, a Cadorna e Porta Genova palazzi sui vecchi binari La città che sogna due milioni di abitanti inizia a intravedersi nel Piano di governo del territorio (Pgt), il nuovo libro-mastro della città che manderà in pensione dopo oltre cinquantanni il vecchio Piano regolatore, che fu fatto nel 1954 e poi solo aggiornato nel 1980. [La città densa] Il risultato dovrà essere una Milano diversa. Con più grattacieli e più abitanti. Con nuovo cemento e incentivi per case a basso prezzo (lhousing sociale, a Greco e Bicocca e Porta Romana dedicato a studenti). Con unopera da brivido come il tunnel da 14 chilometri da Rho a Linate, il progetto privato su cui lo Stato dovrebbe investire qualcosa come un miliardo di euro: i soldi non ci sono, ma il mega-tunnel è comunque citato nel Pgt. Ma anche una Milano più ecosostenibile: i vincoli dicono che i nuovi quartieri dovranno prevedere unautarchia di parcheggi sempre interrati, un terzo o la metà delle aree dovranno essere per parchi e verde. Prescrivono la «mobilità lenta», ovvero piste ciclabili, percorsi pedonali, nuove linee tranviare e mezzi pubblici abbastanza vicini da andarci a piedi. Questo assicurano i documenti del Comune che la giunta di Letizia Moratti sta discutendo con i partiti della sua maggioranza. E che entro lestate dovrà approvare per iniziare il lunghissimo iter di «adozione» del Pgt. [I parchi] Il Piano fa lelenco delle grandi «aree di trasformazione urbanistica». E la trattativa tra giunta e partiti è partita proprio da qui, perché è questo il cuore del nuovo Pgt. Quello su cui il Comune deciderà il destino della città e delle sue funzioni. Ma anche quello dove si giocherà il business privato dei grandi progetti immobiliari. Trentuno nuovi quartieri, appunto. E nel documento confluiscono anche i cinque vecchi progetti chiamati «Piani di cintura urbana» che il Comune aveva trattato con la Provincia perché incrociano le sorti del Parco Sud: a Palazzo Isimbardi tutto si è bloccato e se ne riparlerà dopo le elezioni, a Palazzo Marino comunque per la parte dentro i confini cittadini si va avanti inserendoli nel Pgt. Cosa prevedono i piani? Che si possa aprire a nuove costruzioni e che il ricavato serva a riqualificare le aree verdi circostanti. Quanto costruire? La «superficie interessabile da azioni di trasformazioni per insediamenti non connessi con la fruizione pubblica» sarà al massimo del 7 per la zona intorno a Trenno, Parco delle Cave e San Siro; dell8 a sud dei Navigli; del 9 nella zona del Ticinello, nel piano a Est per Lambrate-Forlanini e del 10 per larea intorno a Monluè. [I quartieri] La lista delle aree di trasformazione si apre con il numero uno dei progetti: quello che vorrebbe portare la cementificazione a San Siro. Per superficie il più grande e dunque il più ricco, oltre due milioni di metri quadrati di territorio che verrebbero riqualificati e che per due terzi oggi sono destinati allippica. Loperazione-ippodromo nel Pgt in discussione cè. Non è detto che ci resti: Moratti e i partiti decideranno solo dopo le elezioni se dare il via libera o no ai palazzi extralusso. Il secondo punto nevralgico del Pgt è legato allExpo, con le aree di Rho-Pero dove ci sarà lEsposizione e la contigua Cascina Merlata, che insieme valgono altri due milioni di metri quadrati. A Cascina Merlata il Pgt prevede, dopo il 2015, case e housing sociale. A Rho-Pero, invece, un enorme punto interrogativo: sarà trasferito lì lOrtomercato, liberando quasi 700mila metri quadrati in via Lombroso subito rioccupati da un nuovo quartiere? È una delle domande a cui il testo del Piano in discussione non dà ancora risposte, aspettando che la partita sia chiusa a livello politico. Così come grossi punti interrogativi il documento lascia sul progetto di riqualificazione dei magazzini della Stazione Centrale lungo la massicciata ferroviaria, e tanto più alla nuova «Città della giustizia» a Porto di Mare che deve liberare il Palazzo di giustizia e il carcere di San Vittore: non si possono buttare giù, il business immobiliare è ancora tutto da inventare. Più facile immaginare il destino di due aree che valgono oro come Cadorna (100mila metri quadrati coprendo i binari alle spalle della stazione) e Porta Genova (80mila): pronte per nuove case. Così come palazzi dovranno arrivare al posto di stazioni merci (la più grande Farini, che da sola vale 636mila metri quadrati) e caserme che ormai sopravvivono alla leva generale (come la Santa Barbara di piazzale Perucchetti a Baggio). Per tutte nuovi quartieri, sempre con allegata una promessa di verde pubblico.