Pronta una modifica alle regole in area protetta Lassessore Buscemi assicura "Non cambierà nulla nella salvaguardia delle oasi naturali" Ma Legambiente contesta: "Il modo di costruire un impianto nuovo si trova sempre ma così è sicuramente più facile" La Regione si prepara ad allentare i vincoli che limitano la costruzione di impianti per lo smaltimento rifiuti in aree protette. È quanto si ricava da una delibera presentata dallassessore ai Servizi di pubblica utilità, Massimo Buscemi. Lattuale normativa regionale «esclude - recita la delibera - la localizzazione di nuovi impianti per la termovalorizzazione dei rifiuti negli ambiti sotto tutela paesaggistica». Di qui una «gravosa limitazione» alla individuazione di «aree idonee a ospitare impianti di importanza strategica in ambito regionale». Buscemi propone perciò una modifica che consenta di localizzare gli impianti anche «negli ambiti assoggettati a tutela paesaggistica». Ci sono delle condizioni. Va dimostrata limpossibilità di fare limpianto altrove e provata la compatibilità con larea protetta, anche con «misure mitigative e compensative». Tuttavia, per un centrodestra che in Comune, con lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli, definisce il Parco Sud «puro degrado», sembra prepararsi il via libera a un nuovo inceneritore nel parco agricolo che circonda Milano. Lo pensa anche Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia: «Il modo di costruire un inceneritore nel Parco Sud si troverebbe comunque ma così è più facile». Già approvata dalla giunta, la delibera deve andare in commissione Ambiente (forse mercoledì), poi in Consiglio. Buscemi contesta che «non cambia nulla nella salvaguardia delle oasi naturali», le aree più pregiate dal punto di vista ambientale. Nei parchi, però, non sono tutelate solo le oasi naturali e la svolta della Regione preannuncia nuove polemiche preelettorali. Domenica scorsa il premier Berlusconi aveva attaccato la Provincia, dove «Verdi e comunisti hanno paralizzato il nuovo termovalorizzatore. Milano rischia di diventare come la Campania». Da Palazzo Isimbardi il presidente uscente e ricandidato dal Pd, Filippo Penati, aveva replicato che linceneritore si farà nel Nord Milano. Attraverso una newco che sarà costituita giovedì prossimo da Asam, la holding della Provincia, e dal Core, il Consorzio recuperi energetici dei Comuni di Sesto, Cologno, Pioltello, Segrate e Cormano, quattro dei quali guidati dal centrosinistra. La materia del contendere è tutta qui, se a realizzare laffare sarà il Core scelto dal Pd o A2A, come vorrebbe il centrodestra che lo controlla attraverso il Comune. «Il sindaco Moratti vuole limpianto nel Parco Sud, fra Rozzano e Opera», ha detto Penati. Buscemi lo ha smentito: «Deciderà la Regione». Ma ora il documento, firmato proprio da lui, riaccenderà le polveri. «In realtà Milano non ha bisogno di altri inceneritori - conclude Di Simine - lattuale eccesso di 400.000 tonnellate (e non di 600.000, includendo i fanghi dei depuratori), è il 6 del totale annuo, dunque gestibile. Entro il 2011, prima che si completi un nuovo forno, per legge la Lombardia dovrà raggiungere il 65 di raccolta differenziata (oggi è al 43, Milano al 33), e applicare la direttiva europea per la diminuzione dei rifiuti. E se pure Milano esportasse a Parona, dove linceneritore importa da Asti e Alessandria perché sovradimensionato rispetto al fabbisogno della provincia di Pavia, non sarebbe un dramma».