Denuncia della Cgil sullesponente della giunta per una riunione con funzionari dellAgricoltura La campagna di La Via tra i forestali e di Iacolino allAusl Alla Cooperazione Di Mauro promuove un fondo di rotazione da 60 milioni di euro Due bandi per la pesca e il comitato per la gestione di 45 milioni destinati al commercio Sono giorni faticosi per gli assessori regionali candidati al parlamento di Strasburgo. Dividersi tra amministrazione attiva e campagna elettorale non è facile e spesso i due impegni rischiano di coincidere pericolosamente. È successo, a sentire la Cgil, mercoledì pomeriggio al dipartimento regionale dellAzienda foreste. Lassessore allAgricoltura, Giovanni La Via, candidato alle europee dal Pdl, ha riunito tutti i capi servizio del dipartimento e i responsabili delle strutture provinciali «per invitarli esplicitamente a fargli la campagna elettorale dentro le stesse strutture», attacca Michele Palazzotto, segretario regionale della Funzione pubblica Cgil. «Durante la riunione, come riferito da alcuni funzionari - aggiunge - è stato ampiamente ricordato ai presenti quali siano gli strumenti da adottare per convincere tutto il personale a votare per lassessore, rammentando anche la collaudata esperienza dellAzienda foreste nelle precedenti tornate elettorali». Lassessore La Via ufficialmente non replica alle accuse. Che i forestali restino un ghiotto bacino elettorale lo dimostra anche il fatto che sullaumento delle giornate lavorative il governatore Raffaele Lombardo (pure lui in corsa per Strasburgo) ha gestito la trattativa con i sindacati senza informare lo stesso La Via, il quale certo non lha presa bene. Lombardo non è il solo autonomista del governo regionale candidato alle europee. In lista cè anche lassessore alla Cooperazione, Roberto Di Mauro, particolarmente attivo negli ultimi giorni. In una settimana - da mercoledì 6 a mercoledì scorso - Di Mauro ha promosso la creazione di un fondo di rotazione da 60 milioni destinato alla progettazione di interventi ammessi a finanziamenti regionali ed extraregionali dando priorità alla portualità della pesca, ha annunciato la pubblicazione in gazzetta di due bandi sempre per la pesca rispettivamente da 21 e 8 milioni, ha presenziato allinsediamento, a Banca nuova, del comitato tecnico che gestirà il fondo regionale da 45 milioni destinato al commercio. Di Mauro ha anche stipulato quattro convenzioni con le associazioni di rappresentanza del movimento cooperativistico per riordinare il settore. Vero è che questo lavoro dovrebbe farlo lassessorato, tuttavia, ha sottolineato Di Mauro, «non disponiamo di personale formato». Da qui lesternalizzazione. Le somme impegnate ammontano a 4,5 milioni di euro. Antonello Antinoro, assessore ai Beni culturali e candidato alle europee con lUdc, e Michele Cimino, assessore al Bilancio in corsa per Strasburgo con il Pdl, avevano confidato parecchio nei fondi della tabella H riveduta e corretta, approvata con la Finanziaria regionale. Operazione da 78 milioni con oltre cento associazioni ed enti interessati, bloccata dal commissario dello Stato e poi dallo stesso Lombardo. Cimino ha proseguito la campagna elettorale, al momento, servendosi meno del ruolo di assessore e appoggiandosi di più al suo leader di riferimento, Gianfranco Miccichè. Ma non sono solo gli assessori regionali a darsi da fare. Molto attivo è stato anche Salvatore Iacolino, direttore generale dellAusl 6, candidato alle europee nel Pdl, che tra febbraio e aprile ha firmato tanti di quei provvedimenti che lassessorato alla Sanità ha dovuto mandare gli ispettori in azienda. Iacolino, da qualche giorno, non firma più atti. Ma la sua amministrazione continua a deliberare spese, con buona pace dellobbligo imposto dallassessorato di attenersi allordinaria amministrazione. Così, è stato approvato, per sei mesi e «in via sperimentale», laumento delle ore di terapia riabilitativa per otto centri convenzionati ed è stata avviata una nuova convenzione con un centro di Bivova (Agrigento, la città di Iacolino), entrato nella giurisdizione dellAusl 6 grazie allapertura di una sede a Lercara Friddi. Spesa complessiva, poco meno di un milione di euro. COSÌ È DIMINUITO IL PREZZO DEL VOTO -------------------------------------------------------------------------------- «La folla è in gran parte costituita di elettori corruttibili, di mestatori? Nelle ultime ore i voti venivano pagati 44 euro ciascuno». Frammento numero due: «Laccusa è di voto di scambio, per 3 mila euro che sarebbero stati consegnati dal politico ai mafiosi: la Procura ritiene di aver trovato la prova della compravendita di almeno 60 voti». I due frammenti sono tratti dalle cronache su due tornate elettorali di Palermo, in anni diversi. Come ciascuno può constatare, il mercato del voto si è mantenuto sostanzialmente stabile, tenendo conto nel primo caso del ribasso del prezzo in funzione del tempo. Costava di più quando ci si doveva assicurare una solida piattaforma per lelezione, si deprezzava quando i giochi sembravano fatti. Se nel secondo caso il costo di un singolo voto è di 50 euro, ciò è probabilmente dovuto al periodo di tempo intercorso fra unelezione e laltra, che ha ampliato di molto lofferta e quindi abbassato il prezzo. Leconomia ha le sue leggi. Detto questo, rimane da precisare un dettaglio: che fra le due elezioni intercorre più di un secolo, esattamente centrotré anni, e che le cifre riferite nel primo frammento sono state «tradotte» con i parametri di valutazione calcolati dallIstat dal 1861 al 2006, anno delladozione delleuro. Alle elezioni tenute a Palermo per lassegnazione di un seggio nel 1905, il costo di un voto ? scriveva il Giornale di Sicilia del 12 marzo di quellanno, mai smentito dal potentissimo prefetto, marchese De Seta ? andava da 12 a 20 e 25 lire. Il secondo frammento appartiene alla cronaca di questi giorni: si riferisce alle elezioni del 2008 e allinchiesta della Procura a carico di gruppo di sospetti mafiosi, arrestati. Le cronache sulla vicenda, raccontano di una telefonata, intercettata, di uno di costoro al numero del telefono cellulare del deputato regionale Antonello Antinoro, attuale assessore ai Beni culturali. Fra larrestato per mafia e chi rispose al cellulare ? non era Antinoro, solo uno che rispondeva al suo telefono ? si era appunto parlato dei 60 voti e del loro corrispettivo in euro. La giustizia, come si dice, farà il suo corso e per il bene delle istituzioni e ligiene mentale dei cittadini ? elettori, ci si augura che lonorevole non centri per nulla. Comunque vada, ciò che inquieta è la perfetta congruità secolare del prezzo della corruzione ? con tutti gli aggiustamenti valutari del caso: un altro indizio dellesistenza di una strutturata società del malaffare, con la continuità delle sue leggi e delle sue valutazioni, che scorre parallela, ma troppo spesso coincide, con quella che ci si compiace di ritenere se non proprio virtuosa, almeno «normale».