Il sindaco Antonello Rizza ha presentato il progetto di valorizzazione della zona archeologica Priolo. Riapre quello che per gli scambi commerciali che vennero effettuati dai Siculi con le altre civiltà del Mediterraneo, si può definire l'«emporio» preistorico. Si tratta del villaggio preistorico di Thapsos, ubicato nella penisola di Magnisi. Ieri, infatti, il sindaco Antonello Rizza e l'assessore alla Cultura Felice Pepe, alla presenza del sovrintendente ai Beni culturali ed archeologici di Siracusa Mariella Muti, hanno presentato, nei locali della biblioteca comunale, un progetto valorizzazione di questa zona archeologica del territorio del Comune di Priolo. Come ha fatto rilevare il sindaco Rizza, con l'istituzione di un call center a cui potrà rivolgersi chiunque vuole visitare questi luoghi, si concretizza uno degli impegni dell'amministrazione comunale: restituire Thapsos alla comunità degli studiosi, degli appassionati e dei giovani. «Restituiamo ha detto il sindaco un gioiello archeologico all'umanità». La penisola di Magnisi non è stata risparmiata dall'industrializzazione selvaggia degli anni Sessanta, fino ad essere snaturata. In questa zona vennero costruiti una azienda petrolchimica, l'Espesi e l'oleodotto Somicem ed è stata oggetto anche dello smaltimento di pirite di ferro. Oggi, dopo che dell'Espesi altro non è che un relitto industriale, che l'oleodotto è stato eliminato e che si sta bonificando la zona contaminata dalla pirite di ferro, l'impegno dell'amministrazione, come ha ribadito Felice Pepe, e quello di realizzare un grande parco archeologico. «Questa penisola ha detto Pepe con l'intervento dell'amministrazione comunale e della Sovrintendenza ai Beni culturali, ritornerà ad essere quel luogo che racconta la storia più antica, la storia della nostra civiltà». E che la valorizzazione di Thapsos è ormai una realtà l'ha confermato il sovrintendente ai Beni culturali Mariella Muti. «La sinergia fra la Sovrintendenza ai Beni culturali ed il Comune di Priolo ha detto Mariella Muti concretizzatosi lo scorso mese di novembre con la firma di una convenzione fra i due enti, consente, oggi, di cogliere i primi risultati ed offrire alla fruizione il sito di Thapsos. Le risorse economiche ed umane messe a disposizione e l'impegno profuso del personale tecnico e scientifico dal personale tecnico e scientifico fanno sì che uno dei più importanti siti preistorici della Sicilia orientale possa essere apprezzato da un pubblico, con particolare attenzione ai giovani e agli studenti». Inoltre, come è stato ribadito dal dirigente responsabile del servizio Beni archeologici Lorenzo Guzzardi, la fruizione di Thapsos è uno di una serie di progetti volti alla promozione di un sito unico nel panorama della preistoria mediterranea.