Il sovrintendente ai gestori: tenete conto degli abusivi Gli abusivi alla Reggia di Caserta danneggiano la società concessionaria dei servizi di merchandising? La Sovrintendenza replica seccata: «L'Arethusa era ben a conoscenza di tale fenomeno quando ha partecipato al bando di gara e quindi non può non averne tenuto conto nella formulazione dell'offerta». Insomma, ora tra la società concessionaria e la Sovrintendenza ai Beni culturali di Caserta è guerra aperta. Con reciproche contestazioni su debiti non saldati. Ne fa le spese l'iniziativa «Percorsi di luce» che quest'anno è saltata. E' la Reggia che ha fatto da sfondo anche all'ultimo film di Ron Howard Angeli e Demoni. Ma stavolta sembra che i demoni siano rimasti senza angeli. Poiché si prevede una stagione rovente di contenziosi e proteste. La società Arethusa, concessionaria dei servizi aggiuntivi (merchandising e pubblicazioni, oltre alla gestione della biglietteria) del sito monumentale di Caserta (ma, in Italia, è concessionaria, tra gli altri, anche dei siti di Pompei, Ercolano e del Museo Egizio di Torino) calcola che il danno arrecato da quelle che definisce «le inadempienze della Sovrintendenza ai Beni culturali di Caserta dal 1999 ad oggi» avrebbe provocato «una diminuzione delle entrate per otto milioni di euro». E considerato che lo Stato, secondo le percentuali stabilite per contratto, percepisce il 25 sugli incassi della biglietteria, negli ultimi dieci anni avrebbe perso da un milione e mezzo ai due milioni di entrate. I «Percorsi di luce», progetto che richiama in un'atmosfera notturna di suggestioni storiche migliaia di visitatori ogni primavera ed estate, quest'anno sono stati cancellati dalla programmazione perché, ha denunciato la Sovrintendenza, «l'Arethusa non garantisce la somma destinata ai custodi per gli straordinari». La somma è di soli 25 mila euro, ma l'Artehusa, fa sapere il direttore generale Antonio Senatore, stavolta non cederà: «Vantiamo crediti dalla Sovrintendenza per i Percorsi di luce 2008-2009 per 420 mila euro: soldi che il sovrintendente Enrico Guglielmo ha incassato dalla Regione e i suoi uffici hanno utilizzato per altri scopi. Non solo, complessivamente», aggiunge Senatore, «il nostro credito, ad oggi, è cresciuto fino a 750 mila euro, considerate anche le altre iniziative che negli anni abbiamo sviluppato, come i Concerti di Capodanno e Aperitivo alla Reggia, che non ci sono state ancora rimborsate. Negli ultimi due anni i dati statistici si sono ridotti del 30 per cento, benché la Reggia di Caserta fosse tra i siti in percentuale pi visitati d'Italia». I dati parlano chiaro: 680 mila 815 visitatori nel 2006 a fronte dei 490 mila 992 nel 2008.11 danno maggiore, accusa Arethusa, proviene soprattutto dalla massiccia presenza di venditori abusivi di guide che affollano il Palazzo vanvitelliano e dalle condizioni di incuria generale in cui versa il Parco. E dopo l'ennesima nota di protesta inviata al ministero, la Sovrintendenza ai Beni culturali ha così risposto: «L'esercizio della vendita abusiva è in atto da decenni nella Reggia, al pari dei pi importanti siti museali campani e nazionali; la società Arethusa era ben a conoscenza di tale fenomeno quando ha partecipato al bando di gara e ha ottenuto l'aggiudicazione e quindi non può non averne tenuto conto nella formulazione dell'offerta». E lo Stato che non solo alza le braccia dinanzi all'illegalità, ma quasi la contempla tra le connotazioni storiche del complesso vanvitelliano, tanto da considerarla un fenomeno condizionante l'offerta dell'appalto. «Sono indignato», replica il sovrintendente Enrico Guglielmo, «per la strumentalizzazione che si fa sugli ambulanti, un modo per deviare l'attenzione su altro. La verità è che Arethusa non ha ancora versato le somme relative ai canoni dovuti. Insomma, è essa debitrice nei nostri confronti per oltre 400 mila euro. Per quanto riguarda gli abusivi io non sono rassegnato: ho chiesto a più riprese che fosse insediato un posto fisso di polizia all'interno della Reggia». Arethusa punta a rinegoziare l'appalto, aggiudicato con gara internazionale nel 1999, e scaduto nel novembre del 2007. Paradossalmente, anche la società concessionaria oggi figura «abusiva mente» nella gestione dei servizi. «Avremmo mollato subito tutto», replica Senatore, «se non avessimo svolto anche il servizio di tesoreria dello Stato con la biglietteria. Abbiamo chiesto di correggere i parametri contrattuali riferiti alle royalties e all'aggio. Quest'ultimo riguarda la quota parte che noi concessionari tratteniamo sulla vendita dei biglietti (il 10,98 su un biglietto che costa ancora unico caso in Italia come dieci anni fa, 4,20 euro); le royalties, invece, sono fissate al 25 e si riferiscono alle visite guidate e al merchandising. Sulle mostre, poi, abbiamo un diritto di prelazione su tutte le attività. Ma da quando c'è il sovrintendente Guglielmo siamo stati letteralmente esclusi. L'ultima mostra di Vanvitelli, per esempio, è stata affidata alla società regionale Scabec con un finanziamento di 920 mila euro. Non solo, la Scabec trattiene una maggiorazione sul biglietto di circa 4 euro: tutti soldi che incassa a danno di Arethusa». Guglielmo insiste: «Sarebbe sin troppo comodo fare gli imprenditori con i soldi dello Stato: saldino i loro conti e noi ci comporteremo di conseguenza».