VETULONIA. Al Museo di Vetulonia, a partire da questa sera, ci sarà una moneta speciale tra le tante esposte nella mostra etrusca che verrà inaugurata in occasione della "Notte dei musei". Una moneta sconosciuta, o meglio, anonima, inviata quattro giorni fa, per posta, all'indirizzo dell'Isidoro Falchi senza mittente e con un timbro postale illeggibile. «Sono stati gli operatori - racconta Simona Rafanelli, Direttrice del Museo Archeologico - ad aprire la busta ed increduli mi hanno subito contattato. Sembrava una scena da film - prosegue - un bigliettino bianco con caratteri in stampatello che diceva: "Un regalo per il museo"». Al suo interno c'era una moneta in bronzo, etrusca, che dopo le verifiche è stato scoperto provenire proprio da Vetulonia. «La prima cosa che ho pensato di fare - spiega la Direttrice del museo - è stata quella di farla analizzare, così, visto che il Direttore e monetiere del Museo Archeologico di Firenze, Fiorenzo Catalli, era qui in occasione della mostra, gli ho fatto vedere la moneta e dopo una breve occhiata ha subito accertato la sua autenticità e provenienza». Ma perché qualcuno ha voluto fare un così bel regalo al museo archeologico, oltretutto rimanendo nell'anonimato? «Spesso - va avanti Simona Rafanelli - ci vengono donate monete antiche o altri cimeli da esporre, e alcune volte i donatori non vogliono essere menzionati o ricevere ringraziamenti pubblici, o per timidezza o per riservatezza e forse anche questa volta si tratta di un caso simile». Certo è - prosegue la Direttrice dell'Isidoro Falchi- che «questa persona segue le iniziative del museo perché è strano che abbia deciso di inviarci la moneta proprio pochi giorni prima dell'inizio della mostra, forse addirittura ci conosce, io stessa ho provato a cercare e chiedere informazioni ma senza risultati». Questa sera la moneta sarà esposta in modo ben visibile accanto ad altre monete etrusche dello stesso materiale e dalle caratteristiche simili, ma vicino a questo regalo davvero inaspettato, gli operatori della mostra hanno deciso di mettere il bigliettino del suo benefattore, sperando che magari possa farsi coraggio ed uscire allo scoperto, per essere ringraziato personalmente. «Per noi - dice ancora Simona Rafanelli - questa moneta ha un significato davvero importante e speciale, in quanto rappresenta uno stimolo sempre nuovo a migliorarci e a crescere come museo. Per questo mi farebbe davvero piacere conoscere l'identità del donatore per poterlo ringraziare di persona per il bel gesto che ha fatto». Roberta Bogi Pagnini LA SCHEDA Un sestante di età ellenica È custodita con cura l'ultima arrivata al Museo Archeologico, un po' per la sua rarità, un po' per la provenienza misteriosa. Una moneta in bronzo molto consumata che lascia intravedere le sue due facce: da un lato l'effige di una testa di uomo che porta sopra di sé le spoglie di un drago marino ucciso (Kètos), mentre dall'altra ci sono i simboli marini di Vetulonia: il tridente e una coppia di delfini. «Il valore della moneta - spiega la direttrice Simona Rafanelli - è molto alto: si tratta di un sestante autentico creato a Vetulonia in età Ellenica. Ma per noi la sua importanza è doppia poiché proviene da un appassionato che ha voluto farci un regalo speciale». La moneta andrà a unirsi a tutti i cimeli custoditi nelle stanze dell'Isidoro Falchi. Da stasera alle 21, orario di inaugurazione della mostra allestita in occasione dell'iniziativa "La Notte dei Musei", sarà possibile ammirarla vicino ad altre monete etrusche. La decisione è stata presa dagli operatori per facilitare i visitatori in quanto le facce dell'ultima arrivata sono un po' deteriorate. Per i curiosi che decideranno di andarla a vedere, sarà sicuramente riconoscibile: accanto ci sarà la dedica dello sconosciuto. R.B.P.